Cashback di Natale, improbabili i rimborsi promessi da Conte

Il cashback di Natale rischia di rivelarsi un semplice contentino. Superati in pochi giorni i download di Immuni, l’app IO è finita nell’occhio del ciclone per innumerevoli problemi riscontrati dall’utenza, sia per quanto riguarda la registrazione, sia per i veri e propri pagamenti.

Ma i problemi sembrano appena iniziati, perché i numeri dicono che in pochi potranno ottenere il rimborso preventivato di 150 euro pro capite.

Le regole del cashback sono ormai note: per un minimo di 10 acquisti effettuati dall’8 al 31 dicembre 2020 con strumenti elettronici, si potrà avere indietro entro 60 giorni il 10% di quanto speso, per un rimborso massimo di 150 euro. Ma la copertura stanziata dal Governo, con tutta probabilità, non sarà sufficiente.

Qualora la predetta risorsa finanziaria non consenta il pagamento integrale del rimborso spettante, questo è proporzionalmente ridotto”. Lo mette nero su bianco il regolamento sul cashback (Dm Economia 156/2020) che se i fondi non dovessero bastare, i rimborsi promessi non potranno essere erogati a tutti.

Gli iscritti a venerdì 11 dicembre sono 3,6 milioni, una cifra destinata ad aumentare visto che i download dell’app sono 8,6 milioni. La maggior parte dei cittadini che finora ha scaricato l’applicazione, quindi, potrebbe aver semplicemente posticipato la registrazione in vista della risoluzione dei problemi.

Secondo Palazzo Chigi i disservizi nel caricamento delle carte di credito nella sezione Portafoglio “risultano significativamente ridimensionati”. Intanto PagoPa assicura “il pieno rispetto” del GDPR e che il cashback “non comporta alcuna profilazione e geolocalizzazione degli utenti”.

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