Euler Hermes, ritorno ai livelli pre-crisi solo nel 2023

Mentre in Europa si attende l’inizio della campagna vaccinale contro il Covid-19, che potrebbe rappresentare l’inizio dell’uscita dal tunnel della pandemia, si tirano le somme di un 2020 difficilissimo per la nostra economia. Secondo Euler Hermes, società del gruppo Allianz, la contrazione del Pil italiano nel IV trimestre sarà pari al -3%, con un calo complessivo nel 2020 del -9%. Non va meglio per l’economia dell’Eurozona, con una stima del -4% per l’ultimo trimestre dell’anno e del -7,6% per l’intero anno. Dati che tengono conto anche del lockdown 2.0 o “leggero” messo in atto a novembre che, per Euler Hermes, infliggerà alle economie dell’Eurozona un danno economico minore del 30-60% rispetto al lockdown di marzo-aprile. “La normalità tornerà nel 2022, ma i livelli pre-crisi verranno recuperati soltanto nel 2023”, avverte il responsabile della regione Paesi mediterranei, Medio Oriente e Africa (MMEA) di Euler Hermes, Luca Burrafato. “È fondamentale – sottolinea – il sincronismo tra il momento in cui si uscirà dalla pandemia, si allenteranno le misure di sostegno all’economia, e la ripresa delle aziende che dovranno utilizzare al meglio le risorse che sono state stanziate”. Una ripresa che, per quanto riguarda l’Italia nel 2021, Euler Hermes quantifica in un più modesto +3,8% rispetto al +4,1% precedentemente stimato. Per l’inizio del nuovo anno la società del gruppo Allianz si attende una ripresa contenuta, principalmente a causa della mancanza di un forte sostegno da parte della politica fiscale. Secondo Euler Hermes le misure del Piano di ripresa nazionale sono principalmente orientate all’offerta e hanno tempi di realizzazione più lunghi, che difficilmente consentiranno una rapida attuazione. Trend analogo anche sul fronte europeo dove nel 2021, rispetto al +4,8% previsto a fine settembre 2020, il Pil dell’Eurozona per Euler Hermes avrà verosimilmente un incremento più moderato, pari al +4,1%. Non vanno poi tralasciati i rischi che si scorgono dietro la fine delle misure di sostegno alle imprese: “Le misure di supporto alle aziende – spiega Burrafato – sono state molto importanti perché hanno iniettato molta liquidità. Ma questo farà si che le aziende italiane, prevalentemente Pmi, quindi sottocapitalizzate, dovranno soffrire del fatto che avranno un indebitamento molto più alto”. “Il rischio grosso – sottolinea – è che ci sia un aumento delle insolvenze che, rispetto al 2019, cresceranno del 28% e rispetto al 2020 del 20%”. Ripresa che passerà soprattutto dal Recovery Plan e dall’allocazione delle ingenti risorse che arriveranno dall’Ue, senza però dimenticare gli interventi per semplificare la burocrazia, come spiega Burrafato: “La semplificazione della burocrazia e dei processi della pubblica amministrazione è cruciale, perché soltanto in questo modo si permetterà al sistema economico, produttivo e aziendale, di poter investire in ricerca e fare investimenti”. “Quello che è stato fatto fino ad adesso è molto importante, ma rendere esecutivi tutti i provvedimenti sta richiedendo molto tempo a causa della burocrazia. Siamo convinti che l’esempio del ponte di Genova sia fondamentale: nel momento in cui si è abbattuta la burocrazia si è realizzata un’opera straordinaria in pochissimo tempo. Questa crisi deve essere affrontata, dal nostro punto di vista, allo stesso modo”, conclude Burrafato.

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