La quinta generazione della telefonia mobile, che prevede una significativa evoluzione rispetto alla tecnologia 4G attualmente in uso, è tema controverso e da tempo dibattuto, soprattutto in merito alla pericolosità consequenziale all’installazione delle strutture fisiche preposte a questa nuova tecnologia.
La delicata tematica è stata affrontata anche ieri sera a Policy, il programma in webtv de Linformazione.info, durante il quale il Sen. Andrea De Bertoldi, Segretario della Commissione Finanze e Tesoro al Senato, ha lanciato l’allarme: “la rete 5G causerà una serie di danni” sotto più profili, in particolare quello imprenditoriale e sanitario. Il Senatore ha sottolineato l’importanza di una presa di coscienza su tutti i pro e i contro connessi allo sfruttamento della nuova tecnologia di comunicazione, che “fortunatamente” sembra stare avvenendo tra i Paesi europei. L’auspicio è di “poter contare su una tecnologia indipendente da quella cinese” e che l’Italia, prima di affacciarsi concretamente ad una rete innovativa, assicuri al suo popolo la mancanza di rischi.
Ospite della puntata anche il Sindaco di Coriano (RN), Domenica Spinelli, tra i primi amministratori locali ad aver sollevato le problematiche della questione in esame. “Sono a favore del progresso, ma voglio anche garantire ai miei cittadini una infrastruttura sicura”, ha dichiarato Spinelli, preoccupata sull’installazione delle nuove antenne: “La nuova tecnologia non prevedrebbe più le strutture imponenti a cui siamo abituati, bensì antenne più piccole e leggere. Ne verrebbero quindi installate molte, creando sovrapposizioni di onde elettromagnetiche probabilmente dannose alla salute”.
Il Sindaco ha invitato a non soffermarsi solo sugli aspetti positivi del fenomeno, come hanno fatto diversi ingegneri intervenuti sul tema, ma ad informarsi soprattutto sull’impatto ambientale e sulla salute derivanti dall’installazione delle antenne di ultima generazione.
Riflessione che ha trovato concorde anche Enrico Vignati, rappresentante dei Piccoli Comuni Italiani, il quale è stato molto chiaro: “sommare radiazioni vuol dire creare problemi, che faremo fatica a risolvere. Non c’è solo inquinamento da inceneritori, o da ammorbamento dei terreni agricoli con i fanghi. C’è un problema di elettrosmog, da cui dobbiamo tutelarci”.
CC
