I ristoratori avrebbero dovuto approfittare delle festività natalizie per cercare di recuperare una minima parte dei fatturati persi con i pranzi e le cene fuori porta tipici di questo periodo. Ma le speranze sono state azzerate dal governo Conte, nonostante tutte le forme di prevenzione e distanziamento adottate nei locali pubblici, proprio su indicazione dell’esecutivo negli scorsi mesi, al fine di limitare al massimo il numero dei contagi da Coronavirus.
La crisi ha ormai raggiunto livelli irrecuperabili e, dei ristori alle attività, molti non hanno visto neanche l’ombra. Per questo stamattina i ristoratori sono scesi in piazza San Silvestro, a Roma, per protestare. Con loro anche Matteo Salvini, più i rappresentanti di diverse associazioni italiane. “Ci hanno dimenticato” denunciano alla vigilia del lockdown che farà diventare l’Italia intera rossa per le festività.
Paolo Bianchini, presidente nazionale di Mio Italia , e Pasquale Naccari, presidente di Ristoratori Toscana e di Tni, hanno dichiarato: “E’ il momento di unirci. Per questo abbiamo deciso di tornare di nuovo a Roma, insieme alle altre categorie. Il nostro unico interesse è il bene comune e lo perseguiremo uniti. Siamo chiusi, dicembre è perso. Chiediamo indennizzi sulle reali perdite dovute alla pandemia, che devono andare a tutte le attività danneggiate, non ci può essere una selezione per codici Ateco né è accettabile l’esclusione delle start up. Dobbiamo dimostrare al governo unità, con una grande prova di maturità, in questo momento drammatico per le nostre aziende e per l’intera economia italiana. Ristoratori contro commercianti, commercianti contro partite Iva. Il tentativo del governo di metterci tutti contro tutti è vergognoso. Ma non dobbiamo dividerci”.
Giuseppe Magrone
