“Le leggi di mercato e dei brevetti siano sopra le leggi della salute e dell’umanità”, ha detto Papa Francesco, facendo appello affinché le dosi siano somministrate “prima ai poveri e ai bisognosi”.
Ma la realtà sta già andando in un’altra direzione. Delle 5,3 miliardi di dosi di vaccino anti-coronavirus che verranno prodotte nel corso dell’anno prossimo, Unione Europea, Regno Unito, Australia, Canada, Stati Uniti e Giappone se ne sono assicurate la metà. Questi Paesi rappresentano insieme soltanto il 13% della popolazione mondiale.
Secondo una classifica di Airfinity, il Canada è il Paese meglio fornito con circa 9 dosi per abitante. Gli Stati Uniti hanno pre-ordinato più di due dosi per abitante, con la possibilità di incrementare la fornitura fino a oltre 7 dosi per abitanti.
Altri Paesi come Cina, India e Russia possono contare sulla produzione da parte di case farmaceutiche locali, mentre tutti gli altri dovranno affidarsi in larga misura alla carità. E già così un quarto della popolazione globale non avrà accesso al vaccino almeno fino al 2022.
