Dopo un anno disastroso per il comparto turistico, il 2021 non sarà migliore. L’Italia – afferma Jelinic – ha avuto circa 53 milioni di turisti (italiani e stranieri) in meno, con un crollo sia degli arrivi sia delle presenze, e il 2021 “si preannuncia piuttosto critico”.
“Al momento – fa notare la presidente della Federazione aderente a Confcommercio – si ipotizza almeno un primo semestre di contrazione assoluta: se ci saranno miglioramenti sarà dal periodo estivo, sempre che la pandemia dia tregua”. Secondo Jelinic, il ritorno ai livelli del 2019 non avverrà prima del 2023-2024.
In questo momento appare quindi indispensabile il supporto del governo alle imprese per evitare che chiudano: “Bisogna riattivarsi o rischiamo la desertificazione”. Subito dopo gli aiuti, occorre mettere in campo “un’attivita’ di revisione del prodotto”.
Secondo i sondaggi e le ricerche effettuati, l’Italia “mantiene un forte appeal” e “resta tra le destinazioni più ambite”, ma la pandemia “ha impattato su alcune modalità di fruizione del turismo e bisogna adeguarsi: “ci sarà una grande spinta verso la digitalizzazione ed è necessario andare verso la profilazione del turista, con prodotti specifici per singoli target”.
Anche dopo l’emergenza, gli utenti – secondo la presidente Fiavet – daranno attenzione “alla sicurezza sanitaria, alle certificazioni delle strutture, ai controlli, alle sanificazioni degli ambienti”. “La sicurezza – prosegue – sarà il tema più importante: si viaggerà nelle destinazioni più sicure”. Per questo, “ci sarà bisogno di un grande sforzo nel rapporto pubblico-privato per la promozione del Paese. Il pubblico dovrà attivare campagne di informazione e sensibilizzazione che trasmettano sicurezza al viaggiatore internazionale”.
Per il mercato interno “elemento fondamentale – fa notare la presidente Fiavet – sarà la disponibilita’ finanziaria: sarà importante che gli italiani possano permettersi una vacanza. Il sistema turistico ricettivo è in grado di dare un’offerta variegata, ma gli utenti devono essere nelle condizioni di poterne usufruire”.
Il bonus vacanze “non è stato particolarmente utilizzato ed i dati di questa estate sono sconfortanti”; se il governo lo riproponesse, potrà rappresentare “un incoraggiamento ma non c’e’ da aspettarsi grandi risultati. Non la riteniamo un misura particolarmente impattante”.
