Iran, “raggiunto il 20% di uranio arricchito”.

L’Iran ha prodotto il 20% di uranio arricchito nelle ultime dodici ore. È quanto riportato dalla tv di Stato Irna dopo le parole pronunciate dal portavoce dell’Organizzazione per l’energia atomica iraniana (Aeoi), Behrouz Kamalvandi, il quale ha poi assicurato come l’Iran potrebbe “facilmente ottenere tassi di arricchimento più elevati”. L’Aeoi, secondo la nuova legge del Parlamento sulla “azione strategica per revocare le sanzioni”, è vincolata ad aumentare le riserve di uranio arricchito del 20% a 120kg entro il 2021. Un obiettivo che, come ribadito da Kamalvandi, necessita di una serie di lavori per essere raggiunto.
Da parte sua l’Iran, con l’appoggio di Mosca, ha rassicurato che i suoi intenti sono totalmente pacifici. Come fanno sapere da Teheran, si tratta solamente di una ritorsione nei confronti delle misure di sanzioni economiche reintrodotte dal presidente americano Donald Trump nel 2018, quando abbandonò l’accordo sul nucleare (JCPOA). Ma la decisione di ieri, con cui l’Iran aveva annunciato di aver attivato il processo destinato all’arricchimento dell’uranio nell’impianto nucleare di Fordow, nelle vicinanze della città sciita di Qom, distante circa 200 km dalla capitale Teheran, aveva fatto scattare diversi campanelli di allarme. In tale maniera, infatti, sono stati superati i limiti fissati da quell’accordo firmato nel 2015.
Secondo quanto riportato dalla BBC, un portavoce del dipartimento degli Stati Uniti ha accusato l’Iran di portare avanti una “campagna di estorsione nucleare”.
Immediata anche la reazione dell’Unione europea, che attraverso il portavoce della Commissione europea ha ricordato a Teheran come questa presa di posizione “rappresenterebbe un notevole allontanamento dagli impegni sul nucleare” e avrebbe conseguenze “gravi sulla non proliferazione delle armi nucleari”.
Ancora più decisa la posizione di Israele, che si è detta pronta a impedire all’Iran di costruire l’atomica. “Faccio appello alla comunità internazionale a non tollerare atti di sfida da parte dell’Iran e di vedere a questo passo come una linea rossa che richiede una decisa e immediata risposta”, aveva dichiarato ieri il ministro degli Esteri, Gabi Ashkenazi.
Da Pechino, invece, arrivano parole che invitano alla “calma e moderazione”. Attraverso la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying, la Cina chiede a tutte le parti di “attenersi agli impegni dell’accordo ed evitare azioni che potrebbero portare a un escalation delle tensioni e a fare spazio agli sforzi diplomatici”. Il compito urgente, continua, ”è spingere gli Stati Uniti a tornare senza precondizioni all’accordo e rimuovere tutte le attinenti sanzioni”, ribadendo in tal modo le richieste dell’Iran per tornare a rispettare l’accordo.

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