Confermata la vittoria di Biden dal Congresso Usa

 Il Congresso Usa presieduto dal vicepresidente Mike Pence ha certificato la vittoria del presidente eletto Joe Biden, che ha avuto 306 voti dei grandi elettori contro i 232 ottenuti dal presidente uscente Donald Trump.

Con il conteggio dei voti del Vermont (3 voti per Biden) i voti hanno superato la maggioranza richiesta di 270 confermando il presidente Biden e la vicepresidente Kamala Harris alla Casa Bianca.

La certificazione avviene dopo l’attacco di ieri alla sede del Congresso a Capitol Hill da parte di un gruppo di sostenitori di Donald Trump, per cercare di ostacolare i lavori degli eletti. Normalmente, la certificazione da parte delle due Camere in sessione congiunta è considerata un passaggio di routine della transizione fra un presidente e l’altro; ma quest’anno la procedura ha assunto una particolare rilevanza dopo le proteste del presidente uscente e il suo mancato riconoscimento della sconfitta elettorale.

Ieri lo stesso Trump si era rivolto ai suoi sostenitori più agguerriti, riuniti a Washington per fare pressioni sulle camere, e dopo il suo comizio c’è stato l’attacco al Congresso.

Il Senato e la Camara dei Rappresentanti statunitense hanno bocciato l’obiezione rispetto all’assegnazione dei grandi elettori dell’Arizona a Joe Biden.

Al Senato la mozione è stata affondata con 93 no e 6 si, mentre alla Camera è stata respinta con 303 no e 122 si.

Successivamente sia il Senato che la Camera degli Usa, in due votazioni distinte, hanno bocciato ad ampia maggioranza anche l’obiezione presentata da alcuni eletti repubblicani sui risultati delle elezioni presidenziali in Pennsylvania.

Dopo che il Senato aveva bocciato l’obiezione sui risultati elettorali in Pennsylvania con 92 voti contro 7, il risultato alla Camera ha visto vincere il no all’obiezione con 282 deputati contro 138.

Ora il Congresso torna a riunirsi in plenaria per continuare il conto dei voti nei singoli stati in ordine alfabetico: dopo la Pennsylvania ne restano 12.

Non è previsto che ci siano ulteriori intoppi verso la conclusione del conteggio dei voti; ci si attende un’obiezione della Camera sul risultato in Wisconsin, ma non dovrebbe disporre dell’appoggio di almeno un senatore come previsto perché si proceda alla discussione.

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