Covid, approvato dall’Aifa il vaccino Moderna: differenze e analogie con quello Pfizer

L’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) ha dato il via libera al vaccino anti-Covid di Moderna, che diventa così il secondo ad essere autorizzato in Italia dopo quello di Pfizer. L’ok dell’Aifa è arrivato a poche ore dall’approvazione da parte dell’Ema.

Il vaccino Moderna è molto simile a quello Pfizer, come sottolinea anche la stessa Aifa: “Sostanzialmente sovrapponibili” per efficacia e sicurezza, spiega l’Agenzia del farmaco. Anche la concezione è molto simile: entrambi sfruttano la tecnologia dell’Rna messaggero. Come quello Pfizer, il vaccino Moderna in sostanza contiene istruzioni genetiche per costruire una proteina del coronavirus, la spike, che gli consente di penetrare nelle cellule, contro la quale si desidera innescare la reazione del sistema immunitario.

Quando viene iniettato nelle cellule, il vaccino fa sì che queste producano proteine che poi vengono rilasciate nel corpo e provocano una risposta dal sistema immunitario. Praticamente identica anche la modalità di somministrazione tra i due vaccini: due iniezioni intra-muscolari, nel braccio sotto la spalla, a una certa distanza temporale l’una dall’altra.

La differenza più grossa, e particolarmente importante sul piano logistico, è quella della temperatura di conservazione: il vaccino Moderna viene conservato a temperature comprese tra i -15 e -25 gradi, ma è stabile tra +2 e +8 per 30 giorni se in confezione integra. Il vaccino Pfizer, invece, deve essere conservato a -70 gradi. Tra le differenti caratteristiche, l’età per cui è possibile la somministrazione: il vaccino Moderna è indicato a partire dai 18 anni di età, anziché dai 16 anni.

Il vaccino Moderna si differenzia leggermente da quello Pfizer per la distanza tra la somministrazione delle due dosi: è di 28 giorni, invece che di almeno 21 giorni come Pfizer.

Leggermente superiore per il vaccino Moderna il periodo di tempo dopo il quale si considera pienamente acquisita l’immunità: a partire da 2 settimane dopo la seconda somministrazione, anziché una.

Infine, il flaconcino multidose contiene 6,3 ml e non richiede diluizione, è quindi già pronto all’uso, a differenza di quello Pfizer che dopo essere stato scongelato deve essere diluito con soluzione salina prima di essere iniettato.

Secondo Stéphane Bancel, amministratore delegato dell’azienda americana, il vaccino di Moderna dovrebbe proteggere contro il coronavirus fino a due anni. Resta comunque un fattore ancora da stabilire con certezza. Secondo l’Aifa la protezione offerta dal vaccino Pfizer dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi, ma è un dato che va confermato.

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