Le novità fiscali del decreto Ristori 5: dai contributi a fondo perduto alla rottamazione delle cartelle

Nuovi contributi a fondo perduto e anche un’altra pace fiscale: tante le novità allo studio per il decreto Ristori 5. Mentre per i finanziamenti a fondo perduto si lavora sul superamento del sistema dei codici Ateco e della suddivisione degli aiuti in base al colore delle zone, si fa sempre più forte l’ipotesi di una quarta rottamazione delle cartelle.

L’ultimo provvedimento della serie Ristori è a sfondo economico: il nuovo scostamento di bilancio dovrebbe valere circa 25 miliardi di euro.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato che la misura arriverà al Consiglio dei Ministri durante questa settimana, e dovrà ottenere la maggioranza assoluta in Parlamento.

Ma quali sono le novità fiscali protagoniste del nuovo decreto Ristori? Facciamo il punto della situazione sulle ipotesi attualmente in discussione.

Le novità fiscali del decreto Ristori 5: dai contributi a fondo perduto alla rottamazione delle cartelle

Le novità fiscali sono protagoniste all’interno del testo del decreto Ristori 5, il primo provvedimento del 2021 con una serie di misure a sostegno dei cittadini.

Per quanto riguarda i contributi a fondo perduto (in totale, finora, sono stati erogati 10 miliardi dall’Agenzia delle Entrate) sono varie e importanti le novità allo studio. In particolare:

  • si dovrebbe superare il meccanismo dei codici ATECO;
  • andrebbe considerato il calo di fatturato del primo semestre dell’anno;
  • potrebbero essere inclusi anche i professionisti iscritti agli Ordini.

Con il superamento del criterio dei codici ATECO le porte dei ristori vengono aperte a tutte le categorie: i risarcimenti andranno a tutte le attività che hanno subìto perdite.

Ma le novità fiscali non sono finite qui: con il decreto Ristori 5 potrebbe arrivare anche un’altra pace fiscale.

Più volte anticipata dalla viceministra MEF Laura Castelli, il Ristori 5 potrebbe contenere la rottamazione quater e il saldo e stralcio delle cartelle.

Ricordiamo infatti che dal 1° gennaio 2021 è ripreso l’invio delle cartelle, e l’Agenzia delle Entrate ha predisposto ben 50 milioni di atti.

Secondo la viceministra Laura Castelli bisogna fare due discorsi distinti tra le cartelle riferite a persone decedute, o alle aziende fallite, e quindi non sono più recuperabili, e quelle che vanno dal 2016 al 2020.

Per le cartelle degli ultimi quattro anni ci sono due generi di questioni, ha dichiarato la viceministra Castelli nell’intervista a Storie Italiane dell’11 gennaio 2021:

“Le cartelle che sono già arrivate, su cui bisogna dare la possibilità di fare una nuova rottamazione a quelle persone che hanno aggiunto difficoltà a difficoltà che già avevano, e le cartelle che non sono ancora state emesse. Qui il nostro compito deve essere fare in modo che se ne emettano il meno possibile”

L’idea del Governo è quella di dare la possibilità, per le cartelle già emesse, di optare per una rateizzazione molto più lunga.

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