Covid – Accolto il ricorso di FDI sulla pubblicazione del “Piano segreto”

Dopo il ricorso presentato dai deputati FdI Galeazzo Bignami e Marcello Gemmato, col quale hanno richiesto la pubblicazione del Piano anti-Covid approvato dal Cts a marzo e ancora mai ufficialmente reso noto dal dicastero guidato da Roberto Speranza, il Tar ha accolto la richiesta.

Si tratta di una sentenza attesa dopo una lunga battaglia legale. Il 22 gennaio di un anno fa, infatti, Speranza dava il via alla task force sul coronavirus da cui trae origine proprio il “piano segreto”. Come ricostruito nel Libro nero del coronavirus, tutto inizia attorno a quel tavolo quando gli esperti si accorgono che il piano pandemico nazionale, mai aggiornato, non basta ad affrontare l’emergenza.

Da qui l’avvio di alcuni studi, grazie anche alla collaborazione della Fondazione Kessler. Stefano Merler presentò i suoi calcoli al Comitato Tecnico Scientifico il 12 febbraio: all’interno ci sono scenari drammatici in caso di approdo del virus in Italia. Si ipotizzano migliaia di contagi, altrettanti morti, il rischio di saturare le terapie intensive. Il Cts, come emerge dai verbali, crea un gruppo di lavoro per mettere a punto un “Piano nazionale sanitario in risposta a un’eventuale emergenza pandemica da Covid-19“.

La prima bozza viene presentata a Speranza il 20 febbraio a mezzo slide. Mancano poche ore a Codogno. Poi il lavoro viene più volte analizzato e infine approvato dal Cts il 2 marzo, che ne dispone da riservatezza. Nessuno, soprattutto i media, deve vedere i numeri contenuti in quel “Piano”.

A chi domanda il piano, il ministero della Salute invia solo lo studio di Merler. Così ad agosto Bignami e Gemmato fanno un accesso agli atti, non ottengono risposta, e si rivolgono al Tar. Da qui l’inizio della battaglia legale. Adesso il ministero ha perso. “In nome del popolo italiano” la sezione terza quater del Tar del Lazio ha emesso la sua sentenza, smontando le tesi difensive dell’Avvocatura. “Detto documento – nel verbale – non è un Piano pandemico approvato con atto formale”, né “un atto elaborato da una P.A., né è detenuto dal Ministero'”.

Quello che i deputati vogliono è il “Piano nazionale di emergenza” seguito dagli esperti nei momenti più bui dell’emergenza Covid. Per i giudici, visto che lo studio di Merler viene illustrato il 12 febbraio mentre il “piano segreto“, Urbani dixit, era già pronto da metà di gennaio, il ministero non “può sostenere” che siano lo stesso documento. Per questo il ministero lo dovrà trasmettere ai deputati entro 30 giorni.

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