M5S, PD e Leu puntano al “ter” e lavorano al gruppo “responsabili”

Per raggiungere l’obiettivo numeri, soprattutto al Senato, è frenetico il lavoro di chi si sta occupando del dossier ‘responsabili’. Il nuovo gruppo, che entrerebbe ufficialmente nella maggioranza costituendo la quarta gamba a sostegno del Conte ter – almeno questa è l’intenzione manifestata dai giallorossi – dovrebbe costituirsi sotto il simbolo del Maie, che al suo attivo ha già 5 senatori, o anche ‘prendere casa’ con i centristi democratici di Bruno Tabacci – altrettanto attivo a dar vita a un gruppo autonomo alla Camera – anche se sarebbero da superare alcuni problemi tecnici, legati al fatto che il simbolo di Cd era stato ‘prestato’ a Piu’ Europa di Emma Bonino per potersi presentare alle scorse elezioni senza dover raccogliere le firme.

Dunque, toccherebbe alla Giunta per il regolamento dirimere la questione. Giunta che si riunirà domani per decidere sulla nascita della componente Cd all’interno del Misto. Fatto sta che il pallottoliere, nonostante da fonti giallorosse trapeli un certo ottimismo, al momento sembra ancora non garantire non tanto il superamento dell’asticella della maggioranza assoluta, ovvero 161 sì, quanto numeri superiori e certi da rendere i 18 senatori di Italia viva non più determinanti.

Matteo Renzi, che continua per ora a mantenere un low profile e riunirà i parlamentari domani sera, ma il cui partito fa sapere di non avere alcuna pregiudiziale sul nome di Conte per dar vita a un nuovo governo purché, è la condizione, “sia solido e abbia un programma definito e all’altezza” delle sfide che attendono il paese, a partire dal Recovery.

Luigi Di Maio spiega che “il Movimento 5 stelle rimane il baricentro del Paese e insieme al presidente Giuseppe Conte offriremo il nostro contributo per la stabilita'”, assicurando che “questo è il nostro impegno, a questo fine stiamo lavorando”. Per poi aggiungere: “È il momento della verità, in queste ore capiremo chi difende e ama la nazione e chi invece pensa solo al proprio tornaconto”.

Il Pd, ripete più volte la vicepresidente Deborah Serracchiani in varie interviste tv, “unito ha dimostrato grande responsabilità”, considera la crisi aperta da Renzi “incomprensibile” e ritiene che “Conte sia il punto di sintesi e di equilibrio. Ora bisogna lavorare ad un governo nuovo, con una maggioranza europeista, ampia e solida, per le sfide che abbiamo davanti”.

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