Stamattina un nuovo tavolo per tentare di trovare degli accordi di maggioranza. Domani, infatti, è il giorno in cui Roberto Fico dovrà dare risposte sull’esplorazione in atto a Palazzo, riferendo al Capo di Stato qual è l’esito delle consultazioni. Alcuni temono che i tempi possano addirittura allungarsi. La linea emersa è quella di parlare prima dei temi e successivamente dei nomi, ma prima o poi arriverà il tempo delle scelte e tra ministri e sottosegretari sono tante le poltrone da spartire.
Italia Viva ha dato la sua disponibilità per un esecutivo istituzionale, mentre Movimento 5 Stelle e Partito democratico continuano a ripetere che o verrà confermato Giuseppe Conte a Palazzo Chigi o l’alternativa saranno le elezioni. Ma come sappiamo i renziani, seppur non abbiano posto un vero e proprio veto nei confronti dell’avvocato, di certo non lo vedono di buon occhio e sono pronti a scartarlo quando (e se) toccherà decidere il capo della maggioranza.
Almeno 2 Ministeri chiesti a Fico da Matteo Renzi. Nel mirino di Iv è finito Roberto Gualtieri, anche se gli alleati hanno già messo le mani avanti: “L’Economia ad un partito che vale il 2%? Non se ne parla”. Per il momento non sono spuntate figure politiche che potrebbero finire al Mef, mentre circolano i nomi di Fabio Panetta (ex direttore generale della Banca d’Italia e membro del Comitato esecutivo della Bce) e di Ernesto Maria Ruffini (direttore dell’Agenzia delle Entrate).
Alfonso Bonafede sembra perdere la poltrona, dopo il caos e il disappunto sulla relazione che avrebbe presentato. L’attuale ministro della Giustizia potrebbe diventare capogruppo del M5S per essere sostituito da Sabino Cassese (giudice emerito della Corte costituzionale), Francesco Greco (procuratore di Milano), Marta Cartabia (ex presidente della Consulta) o Andrea Orlando del Pd. In realtà, secondo un retroscena pubblicato dal Corriere della Sera, il profilo più quotato sembra essere quello di Paola Severino, che fu già Guardasigilli nel governo Monti.
Maria Elena Boschi potrebbe finire alle Infrastrutture (c’è pure l’opzione Economia); per il secondo sarebbero in corsa il dem Graziano Delrio e il grillino Stefano Buffagni. Al Viminale da non escludere l’approdo del renziano Ettore Rosato. Il Movimento 5 Stelle potrebbe perdere due ministri: Nunzia Catalfo al Lavoro (si scaldano Andrea Marcucci e Debora Serracchiani) e Lucia Azzolina all’Istruzione (pronta ad entrare Anna Ascani del Partito democratico). A quel punto i pentastellati potrebbero chiedere Giancarlo Cancelleri come ministro del Sud al posto di Giuseppe Provenzano e Alessandro Di Battista.
Un dicastero potrebbe andare anche agli Europeisti nascenti: il regista dell’operazione responsabili Bruno Tabacci potrebbe prendersi quello della Famiglia.
Per il PD, viene dato quasi per certo l’ingresso di Andrea Orlando, che davanti ha ben tre strade percorribili: vicepremier, ministro della Giustizia o sottosegretario con delega al Recovery Fund. Possibile sottosegretario alla Presidenza del Consiglio potrebbe essere Goffredo Bettini.
