Durante l’ultimo incontro a cui ha partecipato Mario Draghi al Parlamento Europeo, espose dati poco incoraggianti per la crescita dell’area euro, chiedendo di considerare la MMT.
La MMT (Modern Monetary Theory, in italiano Teoria Monetaria Moderna) stravolge il sistema dominante di politica monetaria attraverso il quale il denaro stampato dalla banca centrale finisce prima alle banche private e solo su decisione di queste ultime all’economia reale e ai governi, e propone che la spesa dello Stato sia finanziata direttamente dalla banca centrale stessa.
Un tale approccio annullerebbe in buona sostanza la validità del famoso detto «non ci sono i soldi» quando si parla di spesa pubblica, perché non dovrebbero essere chiesti né a debito né attraverso le tasse, perché sarebbero direttamente stampati. Insomma, i soldi per pagare i servizi pubblici, stipendi e pensioni ci sarebbero eccome. E non solo per questi scopi.
«Alcune delle nuove idee a proposito della politica monetaria, come la MMT o studi come quello recentemente presentato da vari autori tra cui il professor Fisher, così come altri di altri autori, suggeriscono diverse maniere di incanalare il denaro nell’economia. Queste sono oggettivamente idee piuttosto nuove che non sono state discusse dal Consiglio Direttivo; le dovremmo considerare, ma non sono state testate».
Lagarde testerà la MMT? Dal suo intervento è sembrata scettica:
«Non pensiamo che la teoria monetaria moderna sia una panacea. Non pensiamo che alcun Paese sia attualmente in una posizione grazie alla quale quella teoria potrebbe portare del buon valore in una maniera sostenibile».
Aggiungendo però che:
«Se un Paese si trova in una trappola della liquidità e c’è una deflazione, in tali circostanze potrebbe funzionare per un breve periodo di tempo».
