Crisi, Renzi: l’odio mi ha fatto malissimo, ma ne è valsa la pena. Ora avanti fino al 2023

Per il nuovo governo in formazione, Matteo Renzi spiega di essere felice sì, ma non del fatto che Giuseppe Conte sia stato costretto a dimettersi, piuttosto del fatto che ci sia “una personalità come Draghi pronta a guidare il Paese”.

Intervistato da Repubblica, il leader di Italia Viva fa il punto della crisi: “La legislatura durerà fino al 2023“, mentre sul presidente della Repubblica “deciderà il Parlamento tra un anno”. Ora, invece, bisogna preoccuparsi “di dare la fiducia al governo” e lasciarlo “partire per la sua navigazione”.

Il Recovery plan, tema che – secondo la narrazione di Renzi – ha dato vita alla spaccatura che ha portato alla crisi di governo, andrebbe riscritto, spiega il leader di Italia Viva: “Fossi il premier io lo farei, una buona squadra scrive il Recovery in tre giorni”. Ciò che è più importante, per Renzi, è che si eviti “di spendere i soldi in micro-mance come quelle di molte misure della Legge di Bilancio e avere una visione strategica chiara”.

Poi ritorna sulla crisi: “Ho vissuto con molto dolore l’aggressione mediatica di queste settimane: l’odio e il pregiudizio non mi avevano mai fatto male come stavolta, devo confessarlo”. Ma “il fatto che a Palazzo Chigi stia per arrivare Draghi ci rinfranca per tutte le polemiche”. Ora, spiega Renzi, “molti finalmente capiscono perché abbiamo fatto la crisi, nonostante tutto, sì, ne valeva la pena“.

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