Beppe Grillo li portava avanti come “francescani”, persone oneste, che di certo non avrebbero approfittato dei consensi per interessi personali. Nei mesi scorsi, però, con l’incubo del Covid e i ristoranti chiusi per volere del governo, il titolare degli Esteri Luigi Di Maio ha approfittato quasi sempre di un servizio catering, naturalmente a spese del ministero. Pranzi e cene di alto livello si sono tenuti nell’appartamento di rappresentanza della Farnesina, sia con esponenti stranieri che con ministri del fu esecutivo giallorosso.
Il sito LabParlamento ha infatti portato alla luce alcuni scontrini degni di nota. Il 27 maggio alle 20.30 Di Maio ha cenato con la titolare dell’Istruzione Lucia Azzolina. Deve essere stato un lauto pasto visto che la cifra finale protocollata dagli addetti del ministero si aggira sui 200 euro più Iva.
Ancora prima Luigi aveva ospitato al ministero la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, pure lei grillina, “madre” del reddito di cittadinanza, e anche in questo caso la somma spesa è più o meno simile a quella sborsata per conversare a tavola con la Azzolina. Il 4 novembre il commensale è stato Massimo D’Alema, ex ministro degli Esteri. Nelle carte si parla di una “colazione di lavoro” offerta alle 13.30 nel Palazzo a due passi dal lungotevere e infatti, da ciò che risulta a LabParlamento, il prezzo massimo «stimato per la procedura» è salito a 300 euro Iva esclusa.
Una quarta volta il leader Cinquestelle ha invitato tre imprenditori internazionali e per il menu non ha badato a spese: 800 euro più Iva. Il 6 ottobre ha mangiato con un ospite top secret (il nome non è stato comunicato) e una sesta volta, più di recente, il conto ha superato il centinaio di euro: stavolta l’ospite era il ministro della Salute Roberto Speranza.
L’amministrazione copre le spese di rappresentanza non solo del ministro ma di tutte le alte cariche del ministero e ciò si verifica in ogni altro dicastero e sede istituzionale. «Gli incontri di natura politica sono invece a carico personale del ministro. È la norma. Troviamo francamente sorprendente e surreale l’attenzione mediatica sulla vicenda», tagliano corto dalla Farnesina. Certo, tutto pagato. Ma da chi? Ovviamente dai contribuenti, gli stessi che Di Maio difende strenuamente, gli stessi che in questa crisi stanno soffrendo la fame. Pranzi e cene stellari sono uno schiaffo alla sofferenza di famiglie e imprese.
