Perché Salvini darà il via libera al governo Draghi solo se si andrà al voto entro quest’anno

Da mesi ormai il Centrodestra vuole le elezioni ma l’ingresso in scena dell’ex presidente della Bce sembra aver cambiato le carte in tavola, da un lato Forza Italia aveva detto che avrebbe sostenuto un governo istituzionale già prima dell’incarico di Draghi, e ora deve far fronte a richieste di appoggiarlo da parte di esponenti chiave del partito azzurro (non Causin o Polverini, insomma), dall’altro lato Giorgia Meloni non ne vuole sapere assolutamente, vuole andare alle elezioni, e ci vuole andare subito. Matteo Salvini si trova tra i due fuochi, a dire che va tutto bene, che il centrodestra sarà unito e compatto e che si deciderà solo dopo che avranno incontrato il presidente incaricato. In generale, però, le motivazioni espresse da Mattarella per cui non si può andare al voto nell’immediato futuro sono più che solide, e questo lo hanno capito (e forse accettato) anche nel centrodestra.

Le risposte di Matteo Salvini sono sempre le stesse da un paio di giorni: “Ridare la parola agli italiani resta la via maestra”. E non è vero che non si può andare a votare, perché “questa primavera voteranno venti milioni di italiani, a Roma, Milano, Torino, Bologna e così via”. Alla Stampa racconta anche quanto ha detto agli alleati, sottolineando che è “il segretario del primo partito della coalizione e del Paese”. La linea di Salvini è questa: “Andiamo ad ascoltare quello che Draghi ci dirà, valutiamo e troviamo una posizione comune”. Una cosa è certa: “Il centrodestra è compatto e continuerà a muoversi come ha fatto finora, tutto insieme”. E chiude la porta: prima l’incontro, poi si decide. Le indicazioni di Salvini a Draghi sono chiare: governo politico (non tecnico) e temi che stanno a cuore al centrodestra.

Salvini cerca di tenere insieme il centrodestra, ma anche la Lega. Più sui temi, più che sull’identità del governo, su un punto Salvini non sembra disposto a cedere: elezioni, presto ma non subito. “Se Draghi dirà che si andrà a votare tra due anni è chiaro che noi non potremo votare lui”, ha annunciato più volte nelle ultime ore. L’idea è questa: mantenere unita e coesa la coalizione di centrodestra, destinata (secondo i sondaggi) a vincere le prossime elezioni; placare i malumori dentro la Lega, quelli di Giancarlo Giorgetti su tutti, di chi vorrebbe sedersi al tavolo della maggioranza del governo Draghi; farlo però a patto che sia un esecutivo temporaneo, che dichiari già in partenza di non arrivare a fine legislatura e che permetta di votare, realisticamente, in autunno; farlo nascere con il potere di farlo morire, magari con un astensionismo iniziale che, se i 5 Stelle non dovessero scendere in campo, di fatto consegnerebbe alla Lega la possibilità di staccare la spina al governo in qualsiasi momento. Per raccogliere i frutti senza scontentare nessuno.

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