Il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, ha ripreso le consutazioni. I primi a varcare la soglia di Montecitorio sono stati il gruppo per le autonomie del Senato, successivamente Draghi ha incontrato i rappresentanti del gruppo Liberi e Uguali della Camera e della componente Liberi e Uguali del gruppo Misto del Senato. “Auspichiamo un Governo politico e pensiamo che la formula ‘Ursula’ sarebbe un’ottima formula per il nuovo Governo”, ha detto Julia Unterberger, presidente del gruppo Per le autonomie del Senato, al termine del colloquio con Draghi. “Con i Governi tecnici – ha spiegato – non abbiamo fatto buone esperienze, normalmente un Governo tecnico deve risolvere problematiche statali e per noi piccoli territori non c’era grande attenzione. Per quanto riguarda il nostro sostegno dobbiamo parlarne all’interno del gruppo, ma come convinti europeisti non possiamo che dire sì a un Governo Draghi”. Poi è stata la volta di Liberi e uguali. “L’alleanza tra Pd, M5S e Leu è strategica, ha una base forte che si è consolidata anche in questa esperienza di governo e non può essere dispersa”, ha detto Loredana De Petris, presidente della componente Liberi e uguali del gruppo Misto al Senato, al termine dell’incontro con Mario Draghi. “Il disegno programmatico dà il perimetro politico”, ha proseguito, sottolineando che “abbiamo appena fatto i decreti Lamorgese, lì ci sono dei confini che rendono incompatibili i nostri temi con la presenza di forze come la Lega. Sul tema dell’Europa, che è cruciale, nei fatti è assolutamente impossibile convivere con le forze sovraniste e della destra. Su questo siamo stati molto chiari”. In merito al Recovery plan, De Petris ha sottolineato che “è una questione fondamentale. Sento dire che va riscritto da capo, ma ci sono cose di partenza per noi assolutamente buone. Bisogna lavorare molto sulla riconversione ecologica”. E’ stata quindi la volta dei gruppi Italia Viva della Camera e Italia Viva-Psi del Senato. “Chi oggi pone veti non sta facendo solo un errore politico ma sta rifiutando l’appello di Mattarella che ha espressamente escluso che questo governo avesse una connotazione politica ma ha parlato di un governo in cui tutte le forze politiche sostengano il presidente incaricato”, ha detto
il leader di Iv, Matteo Renzi, al termine delle consultazioni con Mario Draghi. Renzi ha espresso a nome di Italia viva “un deferente messaggio di
riconoscenza al presidente della Repubblica per l’autorevole e alto magistero, per la grande capacitá di risoluzione della crisi di governo”. “Grazie a Mario Draghi: averlo individuato come interlocutore per formare un nuovo governo ha portato immediatamente una ventata di credibilitá e fiducia nel Paese”, ha aggiunto Renzi, per poi sottolineare che la nomina di Draghi “è una polizza assicurativa per i nostri figli e nipoti: nessuno può negarlo. Siamo nel periodo storico in cui l’Italia avrà piú soldi da spendere nella storia, e questo ci porta a dire che chi meglio di Draghi può gestire questo passaggio”.
Alle 15 toccherà ai gruppi di Fratelli d’Italia di Camera e Senato. Alle 16.15 Draghi incontrerà i rappresentanti dei gruppi del Partito democratico di Camera e Senato, infine alle 17.30 sarà la volta dei gruppi di Forza Italia-Berlusconi presidente della Camera e Forza Italia-Berlusconi presidente-Udc del Senato. Domattina sono attesi Lega e M5s. Dunque, oggi le consultazioni sono entrate nel vivo coi gruppi dei partiti più importanti. Scontati i Sì di Leu, Italia Viva e Pd, che ha fatto propria la proposta di Emma Bonino, +Europa-Azione, della “maggioranza Ursula”; meno scontata l’adesione di Forza Italia, comunque arrivata, con Silvio Berlusconi che si intesta la scelta di Mario Draghi – esattamente come Matteo Renzi si compiace di aver aperto la crisi per favorire l’ex Bce. Berlusconi inizialmente sarebbe dovuto essere alla guida della delegazione di Forza Italia, ma è poi arrivata una nota per dire che il presidente non potrà esserci. “Il Presidente Silvio Berlusconi non potrà partecipare oggi, suo malgrado, alle consultazioni del Presidente incaricato. Lo ha comunicato lui stesso al professor Mario Draghi, in un lungo e cordiale colloquio telefonico, nel quale gli ha espresso il suo rammarico, e gli ha anticipato la posizione di Forza Italia che gli sarà illustrata nel pomeriggio dalla delegazione composta dal vicepresidente Tajani e dalle capigruppo Bernini e Gelmini”, si legge in una nota. Certamente il sostegno di Berlusconi incondizionato a Draghi ha conseguenze sul fronte del centrodestra. Solo Fratelli d’Italia è orientato al No. La Lega di Matteo Salvini, invece, apre anche se con prudenza. Comunque, alla domanda se ci saranno ministri della Lega nel governo guidato da Mario Draghi, ha risposto: “Non facciamo le cose a metà, se ci siamo ci siamo altrimenti collaboriamo dall’opposizione, come abbiamo fatto nell’ultimo anno e mezzo”.
“Non posso votare la fiducia a Draghi: ho sempre detto che non avrei votato la fiducia a un Governo tecnico e che non sarei mai andata al Governo con il Pd. Sicuramente la fiducia non la voto, sono contraria alla nascita di questo Governo”, ha detto Giorgia Meloni puntando sulla coerenza. “Se le nostre idee coincidono con quelle del professor Draghi, noi ci siamo”, ha dichiarato il leader della Lega, “il momento è tale per cui servono le energie di tutti, e quindi noi siamo a disposizione a metterci in gioco, basta che ci sia una idea di Italia condivisa”.
