A ‘In mezz’ora in più’ su RaiTre, Nicola Zingaretti ha espresso la sua opinione sulla “maggioranza ampia” in via di formazione, dopo il sì a Draghi da parte della Lega, che ha dato la sua disponibilità a sostegno del nuovo premier, quantomeno per le questioni più urgenti. “Paradossalmente il problema più grande non è per noi, perché noi valuteremo tutto sulla base delle idee e della coerenza di chi oggi è diventato europeista. Il tema è che non è detto che a un aumento dei numeri corrisponda maggiore forza e stabilità del governo. Il problema è di credibilità e stabilità dell’operazione politica. Bisognerà vedere se è un’operazione che dà un segnale di svolta. Noi ci fidiamo del professor Draghi: è lui che deve fare questa valutazione”, ha aggiunto.
E proprio la ‘svolta’ di Salvini è uno dei passaggi chiave dell’intervento del presidente della Regione Lazio: “Salvini nella maggioranza come europeista? Non c’è dubbio, è una novità. Salvini ha dato ragione al Pd, non ci siamo spostati noi. Ora si apre una fase nuova che chiederà coerenza, l’Europa non è una parola”.
“Ho fiducia – aggiunge il segretario Pd – in un rapporto di collaborazione, e la predisposizione all’ascolto da parte di Draghi mi ha molto colpito rispetto alle forze che i cittadini hanno portato in Parlamento”.
