Eric Gobetti, autore del libretto negazionista E allora le Foibe?, ha insultato pesantemente Giorgia Meloni, appellata in un modo che pone lo scrittore in buona posizione tra gli odiatori più volgari.
A scoprire lo scheletro nell’armadio social dello “storico” è stato FdI, con una locandina poi ripresa dalla stessa leader del partito. Meloni, però, ha superato l’aspetto personale della vicenda per soffermarsi su quello politico e di rispetto delle vittime delle foibe, finite al centro dell’operazione negazionista di Gobetti. Operazione a sua volta insultante, tanto nella misura in cui cerca di ridimensionare quella tragedia quanto nella stessa scelta di quel titolo che echeggia a uno sketch satirico.
«Questo sarebbe “l’imparziale” storico che la sinistra tanto osanna e che porta in giro per l’Italia per spiegare – e sminuire – il dramma delle foibe? Un fine intellettuale assolutamente non di parte, non c’è che dire…», ha scritto Meloni, postando la foto di Gobetti che indossa orgoglioso e sorridente il fazzoletto rosso al collo e la maglietta con la faccia del boia delle foibe Tito. La foto era nota. Ciò che invece non era noto è un commento Facebook dell’autore di E allora le foibe?, che contribuisce a delinearne le attitudini. «Anche la zocc… la Meloni?», è il testo del post, sovrapposto alla foto in “divisa” militante. «La sinistra non ha nulla da dire?», chiede quindi la locandina di FdI.
Per ora la sinistra tace, e con essa anche lo stesso diretto interessato. Eppure a chiedergliene conto iniziano a essere in molti. Diversi utenti, infatti, hanno rilanciato il commento sul profilo Facebook di Gobetti, in alcuni casi – va ammesso – con i deprecabili eccessi tipici di certe situazioni social. Detto ciò, resta il fatto che dopo giorni passati a lamentarsi degli attacchi ricevuti, stigmatizzandone il connotato personale («È significativo che questi attacchi siano rivolti a me (e ai miei figli) e non al mio lavoro», ha scritto), la figuraccia di Gobetti – che assomma sessismo, faziosità e i deteriori comportamenti social – è davvero pessima. Al pari del negazionismo che trasudano i suoi “studi”.
