Vittorio Sgarbi sfodera la spada e attacca duramente “Il ministro dell’Umiliazione e del record di morti. Vero comunista”, riferendosi a Roberto Speranza, ministro della Salute per la seconda volta consecutiva. A “Quarta Repubblica” Sgarbi si è mostrato più scatenato che mai. Conosciamo il suo no al governo Draghi, pronunciato con frasi iperboliche subito dopo avere appreso l’elenco dei ministri dalla viva voce del premier incaricato. Nel corso dei giorni il suo furore è aumentato, se è mai possibile. Su un piatto d’argento al critico d’arte giungono i disastri del duo Speranza- Ricciardi. Dopo la prima fucilata al “mister lockdown”, fautore del lockdown duro (“cacciatelo”), arriva l’arringa contro il ministro della Salute.
E’ contro Speranza che ha affilato le armi, Sgarbi. Il ministro di Leu ha l’aggravante di essere stato riconfermato dopo i disastri compiuti sul versante della pandemia. Ma come? Gli italiani si aspettavano lui come primo nome con cui marcare la ormai mitica “discontinuità”. Al critico d’arte non va proprio giù la sua riconferma, non si dà pace e spara a zero. Una frase, su tutte: “Speranza ha fatto tanto male che abbiamo avuto più morti; è il Ministro dell’umiliazione ed è un vero comunista“.
Già, perché non è secondario che un ministro abbia o meno come consulente Walter Ricciardi. Che i questi giorni viene bersagliato da tutti, ma proprio tutti. Avere come braccio destro uno che sventola un nuovo lockdown come una clava; e che lo aborriva solo pochi mesi fa, è chiaro che susciti sdegno, polemiche, panico. E dunque Sgarbi si era spinto anche oltre, con un tweet indirizzato niente meno che al Quirinale.: “Caro Presidente Mattarella, è forse meglio che prepari il decreto di scioglimento delle Camere. Il Paese non può essere governato da un Ricciardi qualsiasi”. Insomma, un duo di cui disfarsi.
