Compie una bella giravolta Danilo Toninelli sul discorso di Mario Draghi: «Non è stato un brutto discorso, vedremo da domani come saranno i provvedimenti», è stato il suo benevolo commento. Solo pochi giorni fa lo avevamo lasciato tra gli irriducibili del “no“ e oggi lo ritroviamo in favore del “sì“. Certo, il riccioluto ex-ministro è soprattutto un militante, anzi un soldato. Ha votato “no” sulla piattaforma Rousseau per poi allinearsi al responso della maggioranza. Una volta si chiama disciplina di partito ed era una virtù ben considerata dai dirigenti più alti. Nel caso di specie, tuttavia, meglio s’attaglia il «non capisco, ma mi adeguo» del Maurizio Ferrini di Quelli della Notte.
Sia come sia, è innegabile che Toninelli compia una piroetta dietro l’altra: «Il M5S darà una fiducia che però parte da domani. Oggi sarà un Sì ma da domani ci servono conferme». La fiducia post-datata come un tempo gli assegni effettivamente mancava nel pur nutrito varietà della politica nostrana. Il bello è che la conferma tanto attesa da Toninelli è proprio la supercazzola inventata da Grillo: il ministero per la transizione ecologica. Talmente supercazzola che neppure Toninelli l’aveva bevuta. Per questo si era schierato per il “no” mentre ora invece annuncia un “sì” che somiglia a un “nì”.
