Dopo un viaggio di sette mesi, il rover della Nasa “Perseverance” è atterrato con successo su Marte e ha inviato la sua prima immagine della superfice del pianeta rosso, aprendo una nuova epoca nella storia dell’esplorazione spaziale.
Scopo della missione è trovare conferme a quanto le due precedenti missioni marziane dell’agenzia Usa, Curiosity e Opportunity, avevano suggerito: miliardi di anni fa Marte era un pianeta umido e con condizioni potenzialmente adatte alla vita.
Per questo come destinazione del rover, dopo l’atterraggio più difficile mai tentato sul suolo del pianeta, è stato scelto il cratere Jezero, che gli scienziati ritengono fosse stato un lago in un remoto passato.
Incontenibile la gioia degli ingegneri del laboratorio di Pasadena al momento del “touchdown”. In passato solo metà dei tentati atterraggi su Marte sono riusciti e quello di Perseverance è stato il più rischioso mai tentato.
Su Jezero, un bacino largo 45 chilometri appena a Nord dell’equatore marziano, il rover robotico più sofisticato mai costruito dalla Nasa esaminerà rocce vecchie di 3,6 miliardi di anni alla ricerca di “biofirme” e tracce di vita organica.
“Perseverance “è dotato di un perforatore, un braccio robotico di due metri e sette diversi strumenti di rilevazione scientifica. Porta con se’ un piccolo elicottero, chiamato “Ingenuity” che tenterà il primo volo controllato su Marte.
