Concorsi pubblici, nasce il Roc

Il protocollo di sicurezza per i concorsi pubblici approvato dalla Funzione pubblica introduce una nuova figura dalle delicate e complesse competenze: il Roc (Responsabile dell’organizzazione concorsuale).

Il documento di Palazzo Vidoni per la prima volta individua quella dell’espletamento delle prove concorsuali preselettive e scritte come una fase autonoma del complesso procedimento di reclutamento del personale, tale da richiedere, appunto, uno specifico responsabile.

Questa figura è chiamata a rispondere per intero dell’organizzazione necessaria ad allestire le prove in sicurezza.

Si tratta di una funzione spiccatamente organizzativa e gestionale, che richiede per altro un’autonoma e vasta capacità di spesa.

Infatti, il Responsabile dell’organizzazione concorsuale deve acquisire una serie molto ampia di beni e servizi.

In primo luogo, occorre verificare se l’ente disponga di una o più sedi fisiche rispondenti ai molteplici requisiti richiesti dal protocollo. In caso contrario, occorre attivare una procedura selettiva, per acquisire nella disponibilità temporanea necessaria alle prove la disponibilità dei locali.

Vi sono, poi, le spese per una serie di beni indicati come necessari dal protocollo: il gel per le mani, i divisori di plexiglas per i componenti della commissione, le penne monouso, le mascherine chirurgiche da consegnare ai concorrenti, la segnaletica verticale e quella orizzontale calpestabile, i contrassegni per le file delle postazioni, gli apparecchi per la misurazione della temperatura. Non finisce qui. Il Roc deve assicurare anche l’acquisizione di alcuni servizi. Il principale è quello per la bonifica preliminare dell’area concorsuale nel suo complesso valida per l’intera durata della o delle sessioni giornaliere; il servizio per la pulizia giornaliera; il servizio di sanificazione e disinfezione, tra una sessione e l’altra e al loro termine, delle aule concorso e delle postazioni dei candidati, ivi comprese le postazioni informatiche dei, locali, degli ambienti, degli arredi, delle maniglie; ancora, la pulizia, sanificazione e disinfezione dei servizi igienici, con la fornitura di sapone liquido, igienizzante, salviette e pattumiere chiuse con apertura a pedale.

Inoltre, il Roc è chiamato anche all’organizzazione e acquisizione del servizio sanitario di pre-triage ovvero (in caso mancanza del servizio di pre-triage) di quello per accogliere e isolare i soggetti sintomatici, nel caso di sintomi insorti nel corso delle prove.

Sul Roc, poi, incombe la responsabilità formale delle comunicazioni alla Funzione pubblica. In primo luogo, entro e non oltre tre giorni prima dell’avvio delle prove, alla casella di posta elettronica certificata ripam@pec.governo.it la apposita autodichiarazione, ai sensi degli artt. 46 e 47 del dpr 445/2000, attestante la piena e incondizionata conformità del piano operativo specifico della procedura concorsuale alle prescrizioni del protocollo, comprensiva del link alla sezione del sito istituzionale dove esso è pubblicato. In secondo luogo, la comunicazione del piano operativo specifico della procedura concorsuale, entro cinque giorni dallo svolgimento della prova.

È evidente che il Roc deve disporre dell’autonomia organizzativa e di spesa necessarie alla corretta attuazione delle disposizioni del piano, nel rispetto del protocollo. È largamente opportuno che l’incarico sia assegnato, quindi, a funzionari o dirigenti con effettivi poteri di spesa e che la figura sia evidenziata nell’ambito dell’organizzazione per la sua funzione delicata e strategica e possa in ogni caso avvalersi della piena collaborazione degli uffici tecnici e di contabilità.

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