Individuati gli importi massimi per il calcolo della detrazione sulle spese universitarie per gli atenei privati nella dichiarazione dei redditi 2021. Sui calcoli incidono la zona geografica della sede dell’ateneo e l’area disciplinare del corso di studi: le spese massime ammesse alla detrazione si differenziano in tre fasce geografiche (nord, centro, sud e isole) e in quattro aree disciplinari (medica, sanitaria, scientifico-tecnologica, umanistico-sociale), spaziando da un massimo di 3.700 per le università in ambito medico situate nel nord Italia, a un minimo di 1.500 per studi in ambito umanistico-sociale svolti in università del sud o delle isole. È quanto indica il decreto 30 dicembre 2020 del Miur (ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca), pubblicato in Gazzetta ufficiale il 22 febbraio 2021, che ha stabilito gli importi limite, per il periodo di imposta 2020, su cui calcolare la detrazione sulle tasse e i contributi di iscrizione per la frequenza di corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico, nonché per i corsi di dottorato, di specializzazione e master universitari di primo e secondo livello delle università non statali. L’art. 15, comma 1, lettera e), del decreto del Presidente della repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986, sancisce la possibilità di detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 19% per le spese universitarie per università statali e private. Ma, per le ultime, «in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca da emanare entro il 31 dicembre, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali». Il decreto conferma gli importi individuati nell’anno precedente e precisa che, alle cifre indicate, è necessario sommare l’importo relativo alla tassa regionale per il diritto allo studio.
