8 marzo: in Italia gap salariale tra i più bassi d’Europa

L’Italia è tra i Paesi europei con la minor differenza salariale uomo-donna. Secondo i dati pubblicati oggi da Eurostat e relativi al 2019, un’ora di lavoro di una lavoratrice dipendente viene retribuita il 4% in meno rispetto a quella di un lavoratore dipendente, un dato molto più basso della media europea che si assesta al 14,1%. Il Paese europeo con la differenza salariale maggiore è l’Estonia (21,7%), seguita da Lettonia (21,2%), Austria (19,9%) e Germania (19,2%). L’Italia è terz’ultima, meglio fanno solo Romania (3,3%) e Lussemburgo (1,3%).

In prima linea a curare i malati di Covid in Europa ci sono soprattutto donne. Sempre Eurostat fa sapere che dei 14,3 milioni di lavoratori impiegati nel settore sanitario in Europa nel secondo trimestre del 2020, il 78% è donna, il 22% uomo. Nei Paesi del Nord Europa la percentuale è ancora maggiore: le dottoresse e infermiere sono circa il 90% nei tre Paesi Baltici, e superano l’80% in Repubblica Ceca, Danimarca, Romania, Finlandia, Polonia, Olanda e Slovacchia. Sotto la media Ue ma sempre molto elevata la percentuale di donne nel settore sanitario a Malta, Cipro e in Italia (circa il 70%), ultima la Grecia dove sono circa il 60%.

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