PD, Malpezzi come la Boldrini: «chiamatemi “la” presidente»

“Presidente o presidentessa? La presidente va bene”, ha precisato Simona Malpezzi, neo capogruppo del Pd, dopo essere stata eletta al Senato. Sembra una fissa, insomma, quella della sinistra per le definizioni, soprattutto per quelle “femministe”. Malpezzi ha spiegato: “Anche nel linguaggio c’è una specificità, quella di essere una presidente donna, che significa portare le istanze delle donne in politica e quindi una leadership femminile. Questo percorso, nel partito, grazie a tante altre compagne, è già iniziato”. Una di queste compagne, a intuito, deve essere Laura Boldrini, peraltro nella bufera per alcuni problemi con le donne che lavoravano per lei, guarda caso.

“Chiedo da mesi, non per puntiglio, di essere chiamata ‘la presidente’. E invece quando si rivolgono a me mi chiamano ‘signor presidente’. Ora basta. Non è un puntiglio o un vuoto formalismo, bensì l’affermazione che esiste più di un genere”, aveva tuonato, da presidente della Camera, Laura Boldrini, parlando al convegno su ‘convenzione di Istanbul e media’, chiedendo di ‘sdoganare’ il femminile per rivolgersi a quelle donne che rivestono ruoli da sempre considerati esclusivamente al maschile. Ma le posizioni di dell’ex presidente della Camera, Laura Boldrini, a favore dell’uso del femminile per quelle parole che riguardano mestieri tradizionalmente svolti dagli uomini (il motivo per cui siamo abituati a “maestra” ma non a “ministra”, a “segretaria” ma non a “sindaca”), sono note.

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