Più di 200 migranti respinti da Malta sperano nel “sì” dell’Italia

Hanno avuto il “no” dall’isola di Malta e ora almeno duecento migranti chiedono aiuto all’Italia. É questa la situazione che nelle ultime ore si vive nel Mediterraneo a bordo di Open Arms. Dopo due operazioni di salvataggio compiute a largo della Libia, l’Ong spagnola ha chiesto un porto sicuro al governo italiano. Il soccorso si è concretizzato ieri, in due momenti diversi, nei confronti di altrettante imbarcazioni in zona Sar maltese. L’ultimo intervento si è concluso durante la notte. L’ong ha chiesto subito dopo un pos a La Valetta che però lo ha negato. E come accade sempre in questi casi, quasi come un copione, la richiesta è passata all’Italia. A bordo dell’imbarcazione spagnola vi sono attualmente 219 persone di cui 56 minori. Fra questi ultimi, 17 hanno meno di 10 anni. Sulla nave anche 13 donne e fra loro 2 in stato di gravidanza. Dopo l’annuncio diramato su Twitter, adesso l’Ong rimane in attesa della decisione che verrà assunta all’interno degli uffici del Ministero dell’Interno.

Da quando si è insediato il nuovo governo guidato da Mario Draghi quella di Open Arms è la quarta richiesta di un porto sicuro in Italia da parte delle Ong. In ordine di tempo a precedere la nave Spagnola sono state Aita Mari a fine febbraio, Sea Watch 3 il 3 marzo scorso e Ocean Viking il 21 marzo. Dopo l’ok espresso precedentemente verso le tre imbarcazioni, l’esito delle prossime ore potrebbe essere lo stesso per l’ultima richiesta. Open Arms è proprio quella nave per la quale a Palermo è in corso un procedimento a carico dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini e nei cui confronti la procura ha chiesto il rinvio a giudizio lo scorso 20 marzo.

Intanto quella di oggi è stata una giornata all’insegna degli sbarchi. A Lampedusa infatti, nel primo pomeriggio, sono arrivati 60 migranti provenienti per la maggior parte dal Bangladesh. Fra loro 15 minori non accompagnati. Il mezzo sul quale viaggiavano gli stranieri è stato intercettato a poche miglia dall’isola dagli uomini della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto. Tutti sono stati accompagnati all’hotspot di contrada Imbriacola dove sono state eseguite le operazioni di identificazione unitamente all’attuazione del protocollo sanitario per verificare gli eventuali casi di positività al coronavirus. Sono queste giornate in cui i segni della primavera sono ben evidenti e, poiché le previsioni meteo sono incoraggianti, non è escluso che si possano verificare altri sbarchi autonomi o altre operazioni a largo della Libia ad opera delle Ong.

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