La legge Fornero riguardo il licenziamento economico senza giustificato motivo è stata dichiarata incostituzionale dalla Consulta. Vuol dire che coloro che sono stati licenziati per ragioni economiche, senza giustificato motivo oggettivo, devono essere reintegrati nelle mansioni.
Questo è un obbligo e non una facoltà in capo al datore.
In tal modo la Consulta cancella le modifiche apportate dalla Fornero all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, rafforzando diritti e tutele dei lavoratori subordinati.
La sentenza della Corte costituzionale, depositata il 1° aprile, ha dichiarato l’illegittimità della Legge Fornero nella parte in cui non prevede l’obbligo di reintegro in caso di licenziamento economico, se mancano i requisiti previsti dalla legge.
Secondo la Consulta, infatti, è irragionevole il fatto che il reintegro nelle mansioni sia obbligatorio nell’ipotesi di licenziamento per giusta causa e giustificato motivo soggettivo mentre non lo sia per quello motivato da ragioni economiche.
A tal proposito, i giudici sono intervenuti sulla questione di legittimità sollevata dal Tribunale di Ravenna in merito all’articolo 18 dello Statuto modificato dalla Legge Fornero (92/2012).
Come abbiamo anticipato, alla base della sentenza di incostituzionalità c’è il fatto che la disciplina attualmente in vigore applica due forme di tutela differenti in caso di licenziamento illegittimo:
- il reintegro obbligatorio in caso di licenziamento per giustificato motivo soggettivo e giusta causa;
- il reintegro facoltativo (a discrezione del giudice) in caso di licenziamento economico.
Invece, d’ora in avanti, se il fatto alla base del licenziamento è manifestamente insussistente, il datore di lavoro sarà sempre obbligato a reintegrare il dipendente alle mansioni precedenti.
Nella motivazione della sentenza, appena depositata, i giudici della Consulta citano la violazione del diritto di uguaglianza e parità di trattamento previsto all’articolo 3 della Costituzione.
In particolare, la modifica all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (Tutela dei dipendenti in caso di licenziamento) apportata dall’ex ministro Fornero non sarebbe conforme al dettato costituzionale.
Non è la prima decisione importante della Consulta riguardo ai diritti dei lavoratori: questa, infatti, è già intervenuta sul Jobs Act di Renzi, in particolare per quanto previsto dal Decreto legislativo 23/2015 in merito al contratto di lavoro a tempo indeterminato nella parte in cui viene determinata, in maniera “troppo rigida”, l’indennità spettante al lavoratore che ingiustificatamente viene licenziato
