Attacco a Capitol Hill, il killer un seguace degli estremisti islamici afroamericani

Si chiama Noah Green il ragazzo di 25 anni che ieri che ieri si è reso protagonista di un attacco a Capitol Hill a Washington. Si tratta di un seguace di Louis Farrakhan e del Nation Islam movimento estremista degli afroamericani islamici. Sono elementi che emergono da quanto riferito dagli investigatori Usa e dai media, anche in base ai profili social dell’uomo, rimasto ucciso dopo aver ammazzato un poliziotto e averne ferito un altro.

Green ha prima travolto due agenti di polizia con la sua auto, uccidendone uno sul colpo, quindi ha speronato una barriera di sicurezza. L’uomo è stato colpito e ucciso dalle forze dell’ordine dopo essere sceso dal veicolo e aver estratto il coltello.

“Ho avuto la via ostacolata, poiché Allah ha scelto me per altre cose”, ha scritto Green sulla sua pagina Facebook. “Per tutta la vita, mi sono fissato obiettivi. Li ho raggiunti. Ne ho fissati di più alti e poi mi è stato chiesto di sacrificare quelle cose”.

Il presidente americano Joe Biden si è detto “devastato” dall’assalto, ma ha evitato di citare l’assalitore o condannare esplicitamente l’attacco. Anzi, ha fatto esplicito riferimento alla folla che ha preso d’assalto Capitol Hill a gennaio per protestare contro la sua elezione. Insomma, ha colto l’occasione per attaccare i sostenitori di Trump.

“Sappiamo quanto sia stato difficile questo periodo per il Campidoglio, per tutti coloro che ci lavorano e per coloro che lo proteggono”, ha scritto il presidente Usa, aggiungendo: “Mentre piangiamo la perdita di un altro coraggioso agente di polizia del Campidoglio, ho ordinato che le bandiere della Casa Bianca vengano abbassate a mezz’asta”.

Poche ore prima dell’aggressione il 25enne, una laurea in finanza conseguita nel 2019 alla Cristopher Newport University, in Virginia, su Instagram aveva affermato come il governo Usa è «il nemico numero uno» per la comunità afroamericana. In una biografia online dei tempi dell’università scriveva poi che la persona della storia che avrebbe voluto incontrare era Malcolm X, e in alcuni post si firmava “Fratello Noah X”.

Tra il materiale pubblicato da Green, anche un certificato che attesta la donazione di oltre mille dollari a favore della Nation of Islam e i video di alcuni discorsi di Farrakhan, uno dei quali è intitolato ‘La distruzione divina dell’America. «Il ministro – commentava Green riferendosi a Farrakhan – è qui per salvare me e il resto dell’umanità, anche se questo vuol dire affrontare la morte». Tuttavia, per le autorità Usa il caso è già chiuso. Noah Green non aveva motivazioni ideologiche. Era solo uno squilibrato.

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