L’Italia è sull’orlo del baratro e per il filosofo Cacciari la colpa è da imputare alla sinistra e alla sua disastrosa gestione della pandemia. “Speranza dovrebbe pensare a risolvere i problemi e a vaccinare tutti entro l’estate”. Serve, poi, anche «un cambio di passo da un punto di vista economico e comunicativo». Non basta il semplice avvicendamento a Palazzo Chigi. Draghi, per Cacciari, «non si discute, anche perché riesce ad avere la fiducia dei mercati finanziari». «Ma per quanto riguarda la gestione della pandemia, per adesso non ha migliorato in niente la situazione. Tutte le promesse – ha rilevato l’ex sindaco di Venezia – sono rimaste lettera morta a partire dai ristori».
Dunque, anche Cacciari rileva quella mancanza di discontinuità che, nel deserto dell’unanimismo, viene denunciata quotidianamente dall’unica opposizione di FdI. «Serve una politica economica che ridistribuisca i costi di questa crisi. I soldi ci sono, bisogna solo andarli a cercare per dividerli equamente», ha chiarito il filosofo, ricordando però che i problemi non sono solo lì. A denunciare l’improvvisazione della politica c’è poi l’aspetto comunicativo. «Apriamo, anzi no chiudiamo… apriamo solo a metà. Non si capisce più nulla. Vogliamo tenere tutto chiuso? Teniamo tutto chiuso, basta che non continuiamo con questo tira e molla che finisce col creare solo situazioni paradossali», ha avvertito Cacciari, parlando di «occasionalismo puro» in scelte come la chiusura dei ristoranti o il balletto delle quarantene per chi torna dall’estero.
