Il virologo Clementi: “Ma quali “no vax”. Molti sono giustamente spaventati”

Il virologo Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’ospedale San Raffaele di Milano e docente all’università Vita-Salute, ha tenuto a puntualizzare la questione della “paura da vaccino”, ben diversa dal concetto “no vax”.

«Penso che queste persone che oggi vacillano si possa riportarle a comprendere le reali dimensioni di questo fenomeno. Basta leggere i bugiardini – spiega all’Adnkronos Salute Clementi – Io per esempio al mattino prendo quattro diverse medicine, da quella per la pressione a quella per il colesterolo. Se leggo i bugiardini di quei quattro farmaci penso: altro che AstraZeneca. Allora riportiamo il fenomeno alle sue reali dimensioni. Questi eventi rari sono venuti fuori adesso perché abbiamo vaccinato milioni di persone, certo non potevano emergere negli studi registrativi con alcune decine di migliaia di persone coinvolte. In queste rare forme di trombosi descritte in pratica si formerebbero anticorpi che vanno a legare il fattore che regola le piastrine».

«Il numero di casi su un milione di vaccinati è molto basso e si avvicina al numero atteso di eventi di questo tipo. Forse è un po’ superiore in questo caso, con il vaccino AstraZeneca, ma non tanto da inficiare il valore di un vaccino che in Gran Bretagna, si è visto, è riuscito a bloccare una situazione gravissima e molto più compromessa di quella di altri Stati. E con una sola dose, perché la maggior parte degli inglesi sono vaccinati con una singola» iniezione scudo.

Ora, incalza Clementi, «serve trasparenza dell’informazione. Tutti i colleghi molto disponibili nei talk show dovrebbero spendere quel tempo anche per spiegare cosa è questa vaccinazione e perché bisogna farla e fare informazione su tutto questo. Sarebbe davvero utile». E a chi dovrà fare la seconda dose con AstraZeneca Clementi assicura: «Quasi nessuno dei casi avversi, direi, è avvenuto con la seconda dose. Chi ha avuto già la prima e non ha presentato nessun problema dovrebbe fare la seconda con lo stesso vaccino».

«Mescolarne due diversi è come fare una sperimentazione, è un qualcosa che non risponde a quella che è la validazione di questi farmaci. Quindi sarebbe come dire: tentiamo una cosa nuova, e io oggettivamente preferirei che una cosa nuova fosse prima testata». «Pensiamo a una cosa, infine – conclude Clementi – Prima, all’inizio di tutta questa storia i riflettori erano puntati tutti sui vaccini a mRna. C’era chi diceva che non erano sufficientemente sperimentati, chi esprimeva dubbi. Ora la situazione si è completamente ribaltata: sotto i riflettori ci finisce il vaccino più tradizionale a vettore virale. E questo dà l’idea di come l’opinione pubblica sia volubile, ma anche del fatto che è mancata l’informazione».

«Non è mai stata fatta educazione sanitaria alla popolazione. E lo abbiamo visto anche su tanti altri aspetti della pandemia: ha vinto chi la sparava più grossa. Ora spero che ne verremo fuori bene. Se non ci sono altri incidenti di percorso, anche un po’ mediatici, spero si riprenda in maniera coerente con la campagna vaccinale e che vinca la voglia di superare questa cosa. Abbiamo superato i dubbi sul vaccino a mRna, supereremo anche quelli su AstraZeneca».

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