Sono 84 a Caserta, 105 a Torino, 23 a Vibo Valentia. Questi i numeri che si apprendono da Secolo d’Italia sulle persone denunciate, solo nell’ultima settimana, per indebita percezione del reddito di cittadinanza. Si tratta per lo più di soggetti che non potevano percepirlo perché condannati o in carcere per reati di varia natura, tra i quali spesso figurano anche l’associazione mafiosa. Ma non mancano anche i “semplici” furbetti, tra immigrati e italiani che non avevano i requisiti. L’ultima operazione in termini di tempo è stata proprio quella di Caserta. L’hanno condotta i carabinieri, che hanno scovato le irregolarità incrociando incrociando i dati documentali e le risultanze acquisite nel corso di specifici servizi.
In particolare, gli uomini dell’Arma di Caserta fra coloro che percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza hanno scoperto 5 soggetti appartenenti o attigui alla criminalità organizzata e 52 con precedenti per reati comuni. Nell’altra trentina di casi, invece, il sussidio è andato a persone che avevano presentato false dichiarazioni relative a residenze fittizie per nascondere gli altri componenti del nucleo familiare percettori di reddito o titolari di beni immobili; mascherare irregolarità sul territorio nazionale da parte di cittadini stranieri; occultare la mancanza del requisito dei 10 anni di residenza in Italia.
