Si era sollevato un polverone sulla nomina di Vittorio Sgarbi come guida del museo Mart di Trento. La questione era giunta fino al tribunale di Macerata, come scrive il Resto del Carlino. Ma ora la Cassazione ha annullato la sentenza del tribunale cittadino, emessa senza l’autorizzazione dalla Camera. A darne notizia è stato Sgarbi stesso, attraverso la sua pagina Facebook, senza risparmiare le espressioni forti che sono il suo marchio di fabbrica.
Nel febbraio del 2019, a Sgarbi era stata proposta la presidenza del Mart, ma il consigliere della Provincia di Trento del Movimento 5 Stelle Alex Marini aveva criticato l’idea, ricordando una condanna per truffa ai danni dello Stato quando il critico d’arte era alla Sovrintendenza di Venezia. Sgarbi, da poco eletto alla Camera con Forza Italia, aveva ribattuto apostrofando il grillino, tra le altre cose, come onanista. Marini lo aveva denunciato per diffamazione e aveva chiesto un risarcimento, e la vicenda era finita al tribunale di Macerata visto che Sgarbi ha la residenza a San Severino. In aula, l’avvocato Giampaolo Cicconi aveva più volte fatto presente che quel processo doveva essere sospeso, per avere della Camera dei deputati l’autorizzazione a procedere. Invece il giudice aveva saltato questo passaggio, condannando Sgarbi a risarcire Marini con 15mila euro. Ora però la sentenza è stata portata al vaglio della Cassazione e i giudici, accogliendo in pieno i rilievi dell’avvocato Cicconi, hanno annullato la condanna proprio per la mancata autorizzazione arrivata da Montecitorio. “Ride bene chi ride ultimo – ha commentato il critico d’arte –. Il roboante annuncio della mia condanna a risarcire Marini è privo di fondamento. La fortuna del mio contendente sta nell’aver avuto un antagonista “ricco e famoso”, come mi definisce, che ha mosso il tribunale di Macerata, in tempi di sospensione di tutto, in piena epidemia, a uffici giudiziari semichiusi, a una insolita urgenza, per dare prova di una punizione esemplare all’insolente (che sarei io, nominato, nonostante le insinuazioni di Marini, presidente del Mart dopo una istruttoria, a me favorevole, dell’Anac, firmata dal presidente Cantone). Dispiace rovinare la festa al consigliere e alla magistratura solerte ma, nella fretta del provvedimento esemplare, il giudice ha dimenticato un suo dovere: il rispetto dell’articolo 68, come aveva dedotto l’avvocato Giampaolo Cicconi, che prevede la sospensione del procedimento e l’invio degli atti alla Camera per accertare l’insindacabilità delle opinioni di membro del Parlamento. Per gli stessi fatti, Marini ha proposto azione civile e penale nei miei confronti. Il giudice civile maceratese viene smentito dai suoi colleghi (pm Vincenzo Carusi e giudice per le indagini preliminari Giovanni Manzoni) dello stesso tribunale, i quali hanno sospeso il procedimento penale e inviato gli atti alla Camera. Il giudice civile si è sostituito al Parlamento con un abuso di funzioni”.
