L’UE abbandona il Montenegro sempre più indebitato con la Cina

Niente soldi, niente aiuti. L’Unione europea ha deciso che non contribuirà a rifinanziare i debiti del Montenegro che nel 2014 si indebitò con la Cina per un miliardo di dollari per costruire una lunga autostrada che avrebbe attraversato il paese.

Dopo sei anni l’infrastruttura, ad opera della China Road and Bridge Corporation, non è ancora stata completata. Il governo montenegrino aveva chiesto aiuto a Bruxelles per limitare la possibilità che uno stato molto vicino all’Unione, e candidato a farne parte, sia finanziariamente dipendente da Pechino. Podgorica firmò un accordo con la banca cinese ExIm per finanziare l’85% del costo dell’autostrada. La prima sezione di 41 chilometri, un quarto della lunghezza totale, è costata 20 milioni di euro al chilometro, rendendola una delle infrastrutture più care al mondo. Ora lo stop.

Secondo il Professore Vuk Vuksanovic del Centro per la Politica di Sicurezza di Belgrado si tratta di un duro colpo strategico sia per il peso che l’Europa ha nella regione sia perché la credibilità si ridurrà in modo significativo nei principali paesi balcanici. Molti hanno criticato la cooperazione tra il Montenegro e la Cina ma Bruxelles non sta facendo molto per limitare l’influenza cinese. “L’Ue nutre preoccupazioni sugli effetti socioeconomici e finanziari di alcuni investimenti cinesi perché c’è il rischio di squilibri macroeconomici e dipendenza dal debito.”

Da tempo la Cina sta cercando di ampliare la propria influenza sulla zona orientale dell’Europa, soprattutto attraverso i Balcani occidentali (Montenegro, Serbia, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Albania e Macedonia del Nord), che non fanno parte dell’Unione Europea ma anche tra alcuni stati membri. Il Paese detiene un quarto del debito del Montenegro. In caso di insolvenza, i termini del contratto danno a Pechino il diritto di accedere alla terra montenegrina come garanzia. La posta in gioco è principalmente geopolitica.

Negli ultimi anni la Cina ha iniziato una nuova fase di espansione della sua economia. Rafforzata ora anche dal fatto che L’Ungheria è diventato il primo Paese europeo ad approvare il vaccino sviluppato da CanSino Biologics, un’azienda cinese attiva nel settore della farmaceutica.

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