Il peggio della settimana: Draghi – Speranza – Letta

Anche questa settimana si riconferma la sinistra al centro delle peggiori vicende politiche, insieme al premier Mario Draghi che serve a PD e M5S il piatto d’argento per imporre chiusure indiscriminate. Già, c’è da dirlo. Dall’attuale Presidente del Consiglio tutti si aspettavano la “svolta”, ma il cambiamento rispetto al governo Conte non si è affatto verificato, anzi. Il governo non è in grado di fare ciò che è necessario per consentire la riapertura. Assecondando la sinistra sta dimostrando a tutti di peccare in autorevolezza, in totale continuità con Conte. Nell’ultima conferenza stampa, in cui Draghi ha annunciato una parziale ripresa delle attività dal 26 aprile, il premier ha parlato di “rischio ragionato”, facendo intendere agli italiani che probabilmente, fosse stato solo per lui e per la sinistra, le chiusure si sarebbero protratte anche a maggio.

Da ormai due mesi in carica, Draghi dimostra di non rispondere alla disperazione degli italiani, i quali da mesi scendono in piazza per gridare aiuto e chiedere di riaprire le attività. E’ stato imposto loro di abbassare le serrande senza un valido aiuto da parte dello Stato per ottemperare a questa decisione. I ristori tarderanno ad arrivare ed intere famiglie sono da tempo senza stipendio. Il premier è un economista che gestisce un’economia al collasso. Certo, i dati scientifici sono stati negativi durante tutto l’inverno, ma anche nel momento in cui sono migliorati, Draghi ha imposto, insieme al ministro della Salute Roberto Speranza, zone rosse che meritavano il colore giallo. Scelta scientifica o scelta politica? Chiaro che qualcosa non torna.

Il PD ha cavalcato quest’onda, quella delle chiusure, sordo alle richieste dei cittadini di tornare a vivere la normalità. E ha continuato a parlare dell'”importanza” di ddl Zan e Ius soli, questioni che certo non sono priorità da affrontare in piena pandemia. Il segretario del Pd, Enrico Letta, ha persino incontrato il fondatore di Open Arms, Oscar Camps, pubblicando sui propri profili social una foto che lo ritraeva con indosso la felpa dell’ong. L’affronto a Salvini, che nel frattempo era a processo a Palermo “proprio per uno (degli innumerevoli) sbarchi organizzati dagli spagnoli di Open Arms”, è evidente. Una mossa studiata? Non possiamo saperlo con certezza, ma sta di fatto che dopo l’accaduto, Letta ha messo la coda tra le gambe ed ha mandato le sue scuse al leader della Lega.

E mentre Fratelli d’Italia ha cercato, dalla parte dell’opposizione costruttiva e solitaria, di mettere in luce i disastri portati avanti dalla gestione Speranza, chiedendo la mozione di sfiducia per il ministro, Letta ha gridato “vergogna” al partito di Giorgia Meloni. Chi dovrebbe davvero vergognarsi? Lasciamo a voi il giudizio.

CC

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