“Dammi 200mila euro e non mi lamento più”. Ristoratore attacca “chiusurista” Crisanti

Durante la puntata di “L’Aria che tira” si è alzata notevolmente la tensione tra Stefano Zampieri, un ristoratore, in collegamento con Myrta Merlino;  e il microbiologo Andrea Crisanti. Il quale, come sappiamo è un “chiusurista” fino al midollo, pertanto contrario alle riaperture. Una posizione molto rigida che mal si concilia con la necessità di non far  sprofondare l’economia e l’attività di tanti ristoratori alla canna del gas. Dopo avere ripetuto per l’ennesima volta quanto siano sbagliate le riaperture e quanto biasimabili le proteste dei ristoratori scesi in piazza, Stefano Zampieri non si tiene; e “azzanna” Crisanti, facendolo vacillare:

Se lei mi dà 200mila euro, perché io tanti ne ho persi, poi non mi sentirà mai lamentarmi“, tuona il ristoratore. E ancora: “Da quanto sono ignorante, le dico che quei 200 miliardi li avrei dati alla sanità, pur di tenerci aperti con un protocollo. Non vogliamo ristori, non vogliamo soldi dallo Stato”. Vogliono lavorare. Da questo orecchio il governo Draghi non ci sente.

Crisanti accusa il colpo: “Non sono abituato a questo tipo di conversazioni quindi mi trovo un po’ a disagio“, ribatte. Del resto, la verità fa male, quando l’integralismo delle proprie convinzioni non si confronta con la situazione disperata degli altri. Crisanti non è abituato – come del resto Galli del Sacco di Milano- ad essere contraddetto. Nei talk-show a cui partecipano i conduttori li trattano come “oracoli”. C’è voluto il coraggio del ristoratore per rispondere pan per focaccia alla teorie del virologo, secondo le quali dovremmo vivere come se fossimo già morti.

Quindi, di fronte alle legittime proteste del ristoratore Crisanti fa una contorsione verbale spericolata: “Se lei avesse i ristori non saremmo qui a parlare. Gli interessi suoi e quelli della popolazione coincidono. Morire asfissiato è una delle peggiori morti che si può avere”. Crisanti aveva poco prima iniziato a fare il “menagramo” sulle riaperture. “Basta guardarsi intorno.  L’Inghilterra ha allentato le misure di restrizione, ed è entrata in una situazione identica alla nostra da lunedì prossimo”: con l’aggravante che “loro hanno 30 morti al giorno, 2mila casi al giorno e il 70 per cento della popolazione vaccinata”. Quindi si chiede: “Quale governo ha più rispetto della salute? Lasciamo dare la risposta ai cittadini”. Ma questo non può e non potrà essere il metro di valutazione da qui in avanti.

Infatti la Merlino lo “invita” cortesemente” di valutare l’esigenza delle persone più colpite economicamente dalla pandemia di guadagnarsi da vivere. “Perché i gestori inglesi non si lamentano?“, osserva Crisanti. Una risposta che gli si ritorce contro: “Hanno avuto i soldi. Bene analizziamo quanti soldi hanno avuto. Ma non facciamoli riaprire“ conclude il microbiologo. Un dialogo tra sordi tra chi chiede solo di lavorare e chi li vuole chiudere. Senza soldi, perché a differenza dell’Inghilterra e della Germania, i ristori da noi sono briciole.

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