In una intervista al Quotidiano Nazionale, Lino Enrico Stoppani, numero uno della Fipe-Confcommercio, dichiara la sua profonda delusione per il Governo Draghi. “Il decreto, se non sarà cambiato, è il colpo di grazia per un settore allo stremo con il nostro. A quelle condizioni oltre la metà dei pubblici esercizi non potrà riaprire e chi potrà farlo si troverà comunque in gravi difficoltà”.
“Ci aspettavamo ben altro – accusa – e invece ci troviamo di fronte a un provvedimento che manifesta un pregiudizio di fondo verso di noi e che, invece di farci rivivere, ci castiga”.
Poi aggiunge: “Ci troviamo di fronte a una soluzione che è peggiore di quella dello scorso anno quando avevamo 26mila contagiati al giorno e zero vaccini. Eppure, i ristoranti nelle zone gialle erano aperti e funzionavano”.
Sul coprifuoco si dice contrario: “La scelta del coprifuoco alle 22, addirittura fino al 31 luglio, è un controsenso, una soluzione punitiva per noi ma che produce solo effetti negativi per tutti: si vogliono ridurre le occasioni di assembramento e invece così si moltiplicano. I giovani e i clienti in genere si riverseranno per strada tutti insieme o si trasferiranno nelle case private senza controlli”.
