25 aprile, Draghi condanna i “nemici della democrazia” proprio dopo averla calpestata

In occasione del 25 aprile, il premier Mario Draghi tiene il suo discorso, in cui emerge una linea di demarcazione ben precisa tra chi stava dalla parte giusta della Storia e chi stava dalla parte sbagliata. “Non tutti fummo brava gente”, ha detto Draghi. Ed è “immorale non scegliere” da che parte stare, e fare della guerra civile italiana un indistinto in cui onorare tutte le vittime allo stesso modo. Ancora: “Constatiamo inoltre, con preoccupazione, l’appannarsi dei confini che la Storia ha tracciato tra democrazie e regimi autoritari, qualche volta persino tra vittime e carnefici”.

In un altro passaggio, Mario Draghi dice: “Vediamo crescere il fascino perverso di autocrati e persecutori delle libertà civili, soprattutto quando si tratta di alimentare pregiudizi contro le minoranze etniche e religiose”. I riferimenti sembrano essere al “dittatore” Recep Tayyip Erdogan, all’autocrate Vladimir Putin e pure al regime cinese di Xi Jinping che brutalizza le minoranze uigura e tibetana nel silenzio complice del resto del mondo.

 

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