Matteo Salvini ha esultato per quella che sarebbe stata una sua vittoria “sto al governo per incidere, lavoro per cancellare il coprifuoco”, con Giorgia Meloni che anche si è appesa subito al petto la medaglia “grazie a Fratelli d’Italia, il governo si impegna a rivedere la misura del coprifuoco a maggio”.
A riportare tutti sul pianeta Terra ci ha pensato il ministro pentastellato Stefano Patuanelli “non è una vittoria di nessuno, il tagliando era già stato deciso”. Parole però subito inghiottite dalla grancassa mediatica da parte delle oliate macchine social di Salvini e Meloni.
A metà maggio se la situazione sanitaria migliorerà allora ci potrebbe essere uno slittamento dell’orario di inizio del coprifuoco, difficile ipotizzare subito un’abolizione, altrimenti si continuerà con il tutti a casa alle 22. Una strategia questa già concordata dalla maggioranza al momento di licenziare l’ultimo decreto.
Quel che invece appare lampante è una maggioranza sempre più in balia dei capricci di Matteo Salvini che, in barba alla delicata situazione in cui si trova il Paese, sembrerebbe essere sempre più deciso a recitare il ruolo del bastian contrario all’interno del Governo, senza però pensare neanche lontanamente a mollare le cadreghe.
Vedendo lo scenario attuale, chissà ora cosa penserà Sergio Mattarella che a inizio febbraio auspicò un “governo di alto profilo che non debba identificarsi con alcuna formula politica”. Quando si avvicinerà la campagna elettorale per le amministrative e a luglio scatterà il semestre bianco, per Mario Draghi tenere a bada i tanti galletti che popolano il suo pollaio non sarà affatto facile.
