Da qualche giorno il Piano Riservato sul Covid che il Ministro della Salute, Roberto Speranza, , voleva tenere segreto, impedendone l’accesso, non è più segreto, e quindi i cittadini potranno leggerne i contenuti dei singoli atti. Un risultato straordinario conseguito grazie alla determinazione e caparbietà dell’Onorevole Galeazzo Bignami, di Fratelli d’Italia, ospite de L’intervista, il programma in webtv de Linformazione.info.
Già nel mese di Febbraio una prima sentenza del TAR del Lazio aveva disposto la desecretazione dei documenti del Comitato Tecnico Scientifico, quando l’Onorevole Bignami e l’Onorevole Gemmato, entrambi Deputati di Fratelli d’Italia, avevano chiesto ai giudici amministrativi di poter visionare gli atti sui quali sono poi state prese le decisioni che hanno inciso sulla libertà personale dei cittadini e sull’economia di milioni di imprese e famiglie.
- In cosa consistono gli atti di cui Fratelli d’Italia, grazie alla sua perseveranza, è riuscita ad ottenere la desecretazione? Chi li ha emessi? Cosa hanno prodotto?
“Il contenuto lo andremo a scoprire nel momento in cui il Ministero fornirà i documenti. Attengono ai lavori con cui Speranza inaugurò la Task Force il 22 gennaio 2020, perché l’OMS aveva detto agli Stati di preparare strumenti in risposta alla pandemia. Speranza dopo qualche giorno attivò la Task Force, ma si sviluppò nel suo ambito qualcosa che secondo noi è necessario venga chiarito”.
- Questa Task Force è di gennaio, ma per tutto il mese di febbraio il governo Conte, ricordiamolo, faceva orecchie da mercante dicendo che non c’era pericolo. Solo il 9 marzo ci fu il primo provvedimento che cominciava a limitare le attività, giusto?
“La situazione come l’hai descritta sarebbe già grave, in realtà è ancora peggio. Noi riteniamo che da questi verbali della Task Force potrebbero emergere delle responsabilità amministrative e\o giuridiche. Facciamo alcuni esempi: la prima circolare che venne diramata dal Ministero della Salute è del 5 gennaio 2020. All’interno si riferisce che era necessario fare riferimento ai piani previsti per contrastare quella che era considerata una “possibile” epidemia influenzale. Questo termine, influenza, non deve essere considerato come due colpi di tosse o uno starnuto. Perché in senso tecnico, la regolamentazione sanitaria internazionale considera “influenza” tutte quelle forme di difficoltà respiratoria acuta grave che portano a situazioni quali quelle che poi noi abbiamo attraversato. Influenza andò a definire anche il Coronavirus. Dicendo il Ministero che andavano seguiti i piani pandemici, fissò un punto sulla direzione che stava per prendere l’Italia. In realtà, quando la Task Force iniziò a lavorare, il 29 gennaio 2020 il Dott. Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani, suggerì di seguire le linee guida del piano pandemico aggiornato, su disposizione dell’OMS. Ma da quel momento in poi del piano pandemico non si parlò più”.
- Da chi era costituita la Task Force?
“C’è la Protezione Civile, le Forze Armate, i soggetti sono diversi. Ma la cosa importante è che ne prese parte anche il Dott. Ranieri Guerra, che fu direttore generale del Ministero della Salute dal 2013 al 2016 ed è colui che quando lasciò l’incarico, lasciò anche la nota in cui diceva al Ministro Lorenzin che bisognava aggiornare il piano pandemico. Poi fece carriera all’OMS e riemerge nel report OMS ritirato per misteriosi (si fa per dire) motivi, a maggio dopo 24h dalla sua pubblicazione. Oggi possiamo dire con certezza che a lavorare perché quel piano non venisse più ripubblicato fu appunto Ranieri Guerra. Perchè c’erano forti elementi che avrebbero messo in imbarazzo il governo italiano, nonostante l’OMS dovrebbe essere un’organizzazione terza. Nei verbali ci sorprende: diche che l’Italia era il Paese più pronto alla pandemia”.
- Perché ci sono volute due decisioni del Tar per sciogliere questo segreto?
“Il Ministero sottolineò l’importanza dei lavori della Task Force. Dalla sua creazione si presero tutti i provvedimenti che conosciamo. La Task Force supportava il ministro, che era davanti a un bivio: da un lato Ranieri Guerra che portava in alto l’Italia come primo Paese attrezzato alla pandemia, dall’altra Ippolito che diceva di aggiornare il piano pandemico. Speranza prese la strada di Guerra, e alla domanda: siamo pronti a fronteggiare la pandemia? Rispose: “Prontissimi!”. La prima sentenza riguarda il piano “segreto” che era stato elaborato dal Ministero, che però era “troppo drammatico per essere divulgato” secondo l’esponente del Ministero, Andrea Urbani. Un’affermazione incredibile. Non c’era trasparenza. L’opinione pubblica non fu coinvolta. Si era violata la regolamentazione nazionale sanitaria. Inoltre il piano risaliva a gennaio, ma a febbraio ci dissero che non avevano nulla su cui basarsi. Altra cosa gravissima”. Noi adesso, con l’ultima sentenza, ci aspettiamo che il Ministero sveli tutti i verbali, anche se noi già abbiamo dei documenti con cui li confronteremo, sperando non manchi nulla”.
- Perché Speranza li ha nascosti? Aveva paura?
“Evidentemente c’era qualcosa da nascondere. Il fatto che Speranza abbia operato per non diffonderli è grave. Noi di Fratelli d’Italia abbiamo chiesto questi documenti per formulare proposte utili. Per questo siamo andati davanti al giudice, per avere i dati alla mano”.
- Si aspetta di conoscere qualche verità scomoda che metterebbe in serio pericolo la poltrona di Speranza?
“I motivi per cui Speranza è seduto lì sono assurdi. Non dovrebbe essere lì. Se Draghi avesse voluto segnare la discontinuità con Conte, avrebbe fermato non solo Speranza, ma anche altri ministri, come Di Maio o Lamorgese. Non possiamo chiamarlo certo “governo dei migliori””.
- Nel suo libro Speranza parla anche della pandemia come un’occasione per ridare egemonia alla sinistra. Cosa ne pensa?
“Ho trovato davvero squallido che Speranza abbia detto che Fratelli d’Italia stava strumentalizzando la pandemia per fare politica. Sentircelo dire proprio da chi stava nascondendo documenti importanti… In quel libro ha scritto cose che non c’entrano niente con la pandemia e con la sofferenza reale. E accusava noi? Davvero squallido”.
