Al momento del suo arrivo a Catania, dove il leader della Lega Matteo Salvini si è recato per l’ennesima puntata del processo Gregoretti, il Capitano parla di sbarchi, che sotto la gestione Lamorgese proseguono senza sosta.
«La ministra Lamorgese in questi due anni ha dimostrato di non essere in grado di controllare chi entra e chi esce dall’Italia», ha detto Salvini. «Io, invece – ha ricordato – vado a processo perché nell’anno del mio governo ho dimostrato che volere è potere. Quindi, il nostro interlocutore è il presidente Draghi sulla cui autorevolezza, in Italia e in Europa facciamo affidamento». Per Salvini è necessario che «iniziamo a far da noi, che l’Italia faccia l’Italia. Io chiedo non i miracoli, ma che l’Italia si comporti come la Spagna, come la Grecia, Francia e Malta. Come tutti i Paesi che difendono l’autonomia dei propri confini. Non possiamo essere – ha avvertito – il campo profughi d’Europa nell’estate della ripresa post Covid…».
Quanto alla «ripresa post Covid», poi, Salvini ha aggiunto che «lunedì è in programma una riunione, siamo a metà maggio», scadenza per la quale «avevamo chiesto un tagliando». «Se si prende atto della realtà dei fatti con i dimessi, i guariti, i vaccinati, una situazione sotto controllo in tutta Italia, lunedì – ha spiegato Salvini – non si potrà che restituire diritto al lavoro e alla libertà a 60 milioni di italiani». «Occorre non abbassare la guardia. Però, rinviare ulteriormente aperture e continuare divieti e coprifuoco – ha aggiunto – non sarebbe rispettoso nei confronti degli italiani». «Gli italiani più fragili, gli over 70-80 sono ormai quasi tutti in sicurezza (per i vaccini, ndr). Quindi, che questa – è stata l’esortazione – sia l’estate del boom economico, dove accogliamo i turisti che pagano e non quelli che sbarcano e dove gli italiano possono finalmente tornare a vivere, amare, fare sport, in sicurezza».
