A Milano in migliaia per dire no a ddl Zan. “Liberi di dire mamma e papà”

Una piazza gremita di gente che, nonostante la pioggia, imperterrita era lì, a Milano, lo scorso sabato 15 maggio, per dire il suo no al nefasto ddl Zan: politici, giuristi, rappresentanti religiosi e della cultura, ma anche tantissimi genitori scesi in campo per difendere i propri figli dall’indottrinamento del gender che questo ddl vorrebbe consacrare come nuova modalità educativa, nelle scuole.

A inizio evento è intervenuto, tra gli altri politici che hanno presenziato la manifestazione, senza salire sul palco, il leader della Lega, Matteo Salvini, che, ai giornalisti presenti, ha voluto ribadire, con decisione, il suo no al ddl Zan, chiarendo che va bene la «mano pesante per chi discrimina picchia o insulta», ha aggiunto, però che «la libertà di poter pensare che un bimbo viene al mondo da una mamma e da un papà non può essere imbavagliata né processata». Salvini ha sottolineato anche che il ddl si è scontrato con il dissenso persino di «tante associazioni di omosessuali, di lesbiche e di femministe», in quanto «con la scusa di parlare di diritti, in realtà porta avanti una battaglia ideologica» che «ghettizza» chi non la pensa allo stesso modo.

Primo ad intervenire sul palco, il leader del Family Day, Massimo Gandolfini, che ha lanciato un grido d’allarme contro uno degli aspetti più inquietanti del ddl, ovvero l’introduzione del «reato d’opinione» e che, ai nostri microfoni ha sottolineato anche come, la piazza gremitissima milanese, dimostra che c’è ancora una maggioranza sana,  «un paese sano che fa funzionare un cervello, che crede nelle tradizioni del nostro popolo e che quindi non vuole far passare una legge liberticida e ideologica come questa e soprattutto vogliamo dimostrare che teniamo, con grande attenzione al benessere morale, spirituale e fisico dei nostri figli, che non vogliamo diventino l’oggetto di un indottrinamento ideologico che è profondamente antiumano. »

Tra i politici sono intervenuti anche i senatori Simone Pillon (Lega) e Lucio Malan (Forza Italia) e l’europarlamentare Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia). Pillon ha ricordato il pesante bavaglio liberticida imposto a paesi come il Canada e il Regno Unito, dopo l’approvazione di leggi simili e, seppur sottolineando la trasversalità della piazza dal punto di vista politico e religioso, tuttavia, ha fatto notare come, anche a Milano,  «si è polarizzata una posizione politica di centro-destra che è contraria a questa norma e di un centro-sinistra che sta puntando a farla approvare perché semplicemente crede che tutto questo sia strategico per una nuova impostazione della società in cui siano tolti di mezzo i genitori, la famiglia, in cui le persone siano sole e finalmente alla mercé del potere».

«Non vogliamo che i nostri figli siano indottrinati per obbligo dalle associazioni lgbt», ha detto Malan, per di più la legge sarebbe anche inutile come forma di prevenzione contro le discriminazioni perché come ha affermato Jacopo Coghe vicepresidente di Pro Vita & Famiglia «Trovatemi un caso di aggressione a un omosessuale che non sia stato punito dalla legge» e come, anzi, la violenza, spesso si manifesti in direzione di quelli che vengono schedati come “omofobi” e ricoperti di  una serie di accuse diventate ormai un cliché: se sei per la famiglia, sei «medioevale»; se sei di destra, sei «fascista»; se dici che un bambino ha bisogno di una mamma e da un papà sei un pericoloso «omofobo».

Sul palco sono intervenuti anche la blogger pro life Anna Bonetti, sorda dalla nascita, che si sente strumentalizzata nella propria disabilità, che il ddl Zan afferma di voler tutelare, ma anche il direttore di CitizenGo Italia, Matteo Fraioli, l’insegnante e scrittore Giorgio Ponte, lì a testimoniare che la sua condizione di omosessuale si può vivere cristianamente, degna di nota anche la presenza di due pastori protestanti: Roselen Boerner, fondatrice del Ministero Sabaoth, e Nicola Giardiello, presidente della Comunità Pastorale Torinese. A dimostrazione che la priorità educativa e la difesa della famiglia naturale sono valori trasversali che accomunano tutte le fedi.

Si è registrata anche la solita presenza di un gruppetto di contestatori, probabilmente gli stessi che, una settimana fa, avevano occupato la stessa piazza a sostegno del ddl Zan. «Rispondete con un sorriso alle provocazioni, preparate le valigie e ci rivediamo a Roma!», ha chiesto Maria Rachele Ruiu, del direttivo di Pro Vita & Famiglia, in nome della vera difesa della libertà di pensiero di tutti, sottolineando di essere lì anche per chi ci contesta.

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