Il leghista Giancarlo Giorgetti, in una intervista al Corriere della Sera dice: «Sono un passo in avanti verso le riaperture». E aggiunge: «Noi avevamo posto anche altre questioni. Siamo rimasti un po’ da soli a fare questa parte, ma quello che ha stabilito il presidente Draghi va bene». E Forza Italia? Qui il tono del capodelegazione del Carroccio diventa un mix tra il risentito e lo sconsolato: «Francamente è “non pervenuta”. Mi sarei atteso qualche sostegno in più, coerentemente con le posizioni che leggo sui giornali».
Insomma, tutto quel che nel Cdm si è ottenuto in termini di mitigazione del coprifuoco e di riaperture lo si deve alla Lega. «Io credo che noi abbiamo fatto la nostra parte e che questo abbia portato a qualcosa», sottolinea Giorgetti. Per poi aggiungere: «La sintesi è stata più prudente rispetto a quello che chiedevamo noi, ma la macchina va nella giusta direzione». Amore di verità impone di ricordare che neanche Draghi si è mai opposto ad una rivalutazione delle misure anti-pandemia secondo il canone del «rischio ragionato». Le riaperture decise dal Cdm sono figlie anche di quel calcolo. E Giorgetti lo conferma: «I numeri dell’epidemia sono confortanti, e dunque il senso di questo decreto è “stiamo per riaprire”. Da questo punto di vista, è una buona notizia».
Non per tutti, però. Di certo non per i proprietari delle discoteche, che infatti protestano. Il ministro ammette che «per loro al momento non c’è nulla». È il motivo per cui ha chiesto al collega Daniele Franco, responsabile dell’Economia, di stanziare nel prossimo dl Sostegni un indennizzo a favore di tutti gli esercizi chiusi per decreto. «È stata una mia specifica richiesta», ha detto. Quanto ai dissapori nel governo circa l’attenuazione delle misure, Giorgetti marca la distanza che lo separa da Roberto Speranza, il più chiusurista dei ministri. «Io credo che vada bene preoccuparsi per la salute, purché – conclude – questa preoccupazione non diventi paura e si finisca con il vedere fantasmi dappertutto».
