PD di nuovo all’attacco della Lega. Tinagli: “Salvini fa solo propaganda”

Irene Tinagli, in una lunga intervista a Repubblica, si mette in linea d’attacco del PD per bombardare Matteo Salvini.

Si parte dal capitolo aperture. Passa la linea soft di Draghi con un compromesso a tappe. Chi ha vinto? Ha perso la Lega che voleva di più? La Tinagli va all’attacco senza nominare direttamente il leader del Carroccio. “Mi sembra che abbia prevalso la linea del “rischio ragionato” basato su due pilastri: gradualità nelle riaperture e accelerazione della campagna vaccinale. È grazie a questa impostazione, voluta dal premier e sostenuta dal Pd, se oggi registriamo un calo significativo di contagi e decessi”.

 

Insomma il merito delle buone notizie sul fronte del contrasto al covid sarebbe del partito di Letta. Che avrebbe il copyright. Come fosse un derby politico.

“Non credo avremmo avuto gli stessi risultati – insiste la Tinagli – se avessimo ceduto alla propaganda di chi, già da mesi, chiedeva di ignorare i dati scientifici”. Poi l’appello a remare tutti nella stessa direzione. Come a dire Salvini si allinei, senza fare il disturbatore. “L’unico modo per uscire dalla terribile crisi in cui la pandemia ci ha precipitati è lavorare insieme su ciò che serve al Paese. Portando le proprie idee, ma cercando sempre dei punti d’incontro”. Anche su questo fronte il Pd sarebbe il primo della classe.

“Il Pd lo ha fatto, per esempio insistendo sul ritorno delle lezioni in presenza nelle scuole, ma insieme al governo, non in contrapposizione. Non credo si possa dire lo stesso di altri. Che hanno più spesso puntato a piantare bandierine utili al proprio tornaconto elettorale”. Lo schema non cambia. Le accuse sempre le stesse perché la coabitazione con la Lega a Palazzo Chigi è difficile. Letta è in grande sofferenza come dimostrano le sue continue bordate, ricambiate, all’ex ministro dell’Interno leghista. Bordate che preoccupano e spazientiscono il premier.

Sarebbe la sfida interna con Fratelli d’Italia, che incalza il Carroccio, nei sondaggi, a determinare le mosse di Salvini. “Era chiaro dall’inizio che tenersi le mani libere avrebbe portato un dividendo”, dice la Tenagli. “Quando si affrontano situazioni difficili e c’è da prendere misure impopolari, stare all’opposizione paga di più. In termini di consenso. Ma Salvini è in politica da quasi trent’ anni, non poteva non saperlo”. La credibilità di una leadership si misura anche su questo. “Se uno prende l’impegno di sostenere un governo, poi lo deve mantenere. Altrimenti dà prova di immaturità“.

E ancora accuse non troppo velate ai presunti sabotatori del Recovery. “Perché chiunque vorrà governare in futuro – mette le mani avanti –  potrà farlo solo se si è governato bene adesso. Chi oggi pensa di sabotare il Pnrr per arrivare prima a guidare l’Italia deve sapere che così mette in ginocchio il Paese e nel 2023 sederà su un cumulo di macerie”.

L’Italia riuscirà a rispettare il cronoprogramma? La vicesegretaria del Pd si dice fiduciosa. E glissa sulle continue fibrillazione del governo. A partire dal decreto semplificazioni. “Noi del Pd stiamo facendo di tutto. Anche al nostro interno: abbiamo costituito dei gruppi di lavoro sulle proposte. E abbiamo grande disponibilità a trovare punti di incontro. Guardi, io in Europa presiedo la commissione Econ e tenere insieme la maggioranza Ursula non è esattamente una passeggiata. Confido molto nella capacità di Draghi di fare sintesi”.

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