Il blocco dei licenziamenti scade il prossimo 30 giugno per alcune aziende, ma cosa succede dopo?

Il blocco dei licenziamenti per qualcuno scade il 30 giugno, ma cosa succede dopo? A dare una risposta sarà il prossimo decreto Sostegni bis, atteso in settimana in Consiglio dei Ministri, e in particolare con il contratto di solidarietà, oltre al contratto di espansione che verrà nuovamente modificato anche per l’anticipo delle pensioni.

Il nuovo decreto di governo contiene quindi un pacchetto di strumenti di sostegno al lavoro, come la proroga della Cigs per cessazione di attività, che ha anche il compito di sostenere le aziende per il post blocco licenziamenti a partire dal 1° luglio.

Ricordiamo che il decreto n.41/2021 del 22 marzo scorso, il decreto Sostegni, ha prorogato il blocco dei licenziamenti al 30 giugno per le aziende che avranno accesso agli ammortizzatori ordinari e al 31 ottobre per chi accede alla cassa integrazione Covid in deroga o all’assegno ordinario.

Vediamo ora nel dettaglio cosa succede dopo il 30 giugno con la fine del blocco dei licenziamenti.

Il blocco dei licenziamenti scade per qualcuno il 30 giugno e il governo con il decreto Sostegni bis introduce misure, come il contratto di rioccupazione o rafforza quelle già esistenti come il contratto di solidarietà per esempio e il contratto di espansione.

Queste misure, insieme al REM e al bonus stagionali e all’esonero contributivo, fa parte del pacchetto lavoro tra i 5 e 6 miliardi del prossimo decreto del governo.

Dopo il 30 giugno non solo le aziende potranno beneficiare del contratto di espansione che viene portato al limite dei 100 dipendenti, ma in particolare del contratto di solidarietà.

Come riporta Il Sole 24 Ore, dopo il 30 giugno quando finirà il blocco dei licenziamenti, le imprese che hanno perso il 30% del fatturato possono stipulare il contratto di solidarietà.

La retribuzione, quindi l’indennizzo, sarà del 70%, rispetto al 60 precedente, con l’impegno di mantenere i livelli occupazionali definiti in fase di contratto stipulato con i sindacati.

Anche la cassa integrazione straordinaria per cessazione dell’attività viene prorogata di 6 mesi per le crisi industriali peggiorate a causa del Covid.

Per superare il blocco dei licenziamenti dopo il 30 giugno viene aggiornato il contratto di solidarietà con il Sostegni bis, ma viene anche introdotta una misura di aiuto alle aziende con il contratto di rioccupazione, uno dei pilastri del pacchetto lavoro del decreto.

Il contratto di rioccupazione sarà attivo dall’entrata in vigore del decreto al 31 ottobre 2021 e prevede un periodo di prova di 6 mesi per l’inserimento lavorativo di un disoccupato con un incentivo per il datore di lavoro pari all’esonero contributivo al 100% entro 6mila euro di importo.

Ma la misura serve chiaramente a superare il blocco dei licenziamenti: il datore di lavoro infatti perde l’esonero se licenzia il lavoratore o un lavoratore della stessa unità produttiva con lo stesso inquadramento durante o al termine del periodo di prova di 6 mesi.

Non solo, anche l’importo dell’esonero di cui si è goduto va restituito. Al termine del periodo di prova si può recedere dal contratto o procedere con un indeterminato.

Il pacchetto lavoro del decreto Sostegni bis, al di là del blocco dei licenziamenti, prevede anche aiuti ai giovani Neet, coloro che non lavorano, non si formano e non cercano un’occupazione: viene istituito un fondo di 50 milioni di euro per la scuola dei mestieri per consentire alle aziende di attivare scuole per la specializzazione nei settori come manifatturiero, tessile e cantieristica. Per maggiori dettagli occorre attendere l’approvazione del decreto Sostegni bis.

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