Annuncia la sua candidatura con il partito Sel, per la corsa al Campidoglio, in una conferenza stampa con Amedeo Ciaccheri di Liberare Roma e con l’europarlamentare Massimiliano Smeriglio. Un annuncio corroborato da una attiva propaganda sui social, su Instagram in particolare, dove l’attivista Lgbt celebra a suon di foto e dichiarazioni sentimentali, la coincidenza tra la data dell’unione con la Grimaldi e quella della scelta della sua discesa in campo.
Ma torniamo all’incontro con i giornalisti. Un momento, nel corso del quale, oltre alla stoccata in punta di fioretto assestata alla sindaca uscente, e già in rampa di lancio per un secondo – discusso – mandato, Virginia Raggi, la Battaglia aggiunge pure: «Ricordiamo la teoria delle finestre rotte. La bruttezza e il degrado generano bruttezza e degrado. Senza nessuna differenza tra centro e periferia. Roma deve diventare bella in ogni angolo».
Imma Battaglia, lo sanno bene soprattutto i proseliti del rito Lgbt, non è nuova all’impegno politico a sinistra. Come ricorda in queste ore, tra gli altri, il sito di Roma Today, infatti, «nel 2013, infatti, l’attivista per i diritti degli omosessuali si candidò prima alle Regionali del Lazio, nella Lista Civica a sostegno di Nicola Zingaretti. E nello stesso anno venne eletta consigliere alle elezioni comunali a Roma, sempre con Sel. Una militanza arcobaleno e centrata a sinistra che oggi, infine, la Battaglia ufficializza con l’annuncio della candidatura alle primarie, in cui Imma rappresenterà “Si’Amo”: un gruppo che riunisce l’area politica di Liberare Roma. O almeno questo è lo slogan e il titolo del Movimento di riferimento.
