L’assessore alla Sicurezza delle Regione Piemonte, Fabrizio Ricca, fa tremare la ministra Luciana Lamorgese sul continuo ingresso di migranti a cui ha dato il via libera: «Porteremo il caso alla conferenza Stato-Regioni. È inaccettabile prendere una scelta del genere senza consultarci». Il Ministero dell’Interno infatti vuole procedere con il trasferimento dei migranti in vari territori italiani. Allo stop dal Piemonte si sono associati altri territori governati dal centrodestra, insieme al no di molti sindaci, già alle prese con le difficoltà connesse al Coronavirus.
A Lamorgese, i cui tentativi di ottenere «solidarietà» dall’Europa sono andati falliti, hanno detto no anche la Liguria e la Lombardia. «Dobbiamo ragionare quanto possiamo accogliere e perché dobbiamo accogliere solo noi quando la Spagna schiera l’esercito al confine», ha sottolineato ancora Ricca, dando voce al disagi di molti. «Ho chiesto a Fedriga, che presiede la Conferenza Stato-Regioni, di aprire un’interlocuzione con il governo perché dobbiamo renderci conto che con la bella stagione riprenderanno gli sbarchi».
A farsi sentire in queste ore sono stati anche i sindaci di Comuni come Codogno e Castelpusterlengo, duramente colpiti dal Covid. «Quanto dichiarato dal ministro Lamorgese è riprendere una logica che pensavamo abbandonata. Oggi le priorità sono tantissime. È impensabile scaricare sui territori una emergenza migratoria che non è stata gestita», ha avvertito il sindaco di Codogno, Francesco Passerini, ricordando che «anche qui in provincia di Lodi abbiamo già vissuto situazione critiche con i pullman che arrivavano dalla notte al giorno». «Non ci sono ulteriori spazi. Significherebbe aggiungere problemi su problemi. Il Covid – ha sottolineato il primo cittadino, in un colloquio con l’Adnkronos – non è sparito. C’è l’onda lunga di situazioni difficili economiche. Oggi registriamo qui 4 positivi, siamo vicino allo zero, concentriamoci su questo».
Sulla stessa linea anche il sindaco di Casalpusterlengo, Elia Delmiglio. «Qualora ci arrivassero delle richieste, noi manifesteremo la nostra assoluta indisponibilità. In questo momento riteniamo prioritario destinare le risorse umane ed economiche alle famiglie, alle imprese in ginocchio, ai ristoratori in difficoltà. Non sicuramente a un’emergenza migranti che poteva e deve essere gestita diversamente».
