Il peggio della settimana: Letta – Lamorgese – Di Maio

Nonostante le difficoltà connesse alla pandemia da Coronavirus, che ha lasciato dietro di sé numerose imprese fallite e famiglie sul lastrico, anche questa settimana il PD non è mancato nel concentrare le proprie energie in progetti politici tutt’altro che risolutivi della drammatica situazione in cui versa il Paese.

Gli italiani, già vessati dalle scadenze fiscali e dalla perdita di lavoro, hanno visto il PD al Governo affaccendato nel progetto di una patrimoniale alquanto bizzarra, che porta il nome di “tassa di successione”. Con l’intento di aiutare tutti i 18enni meno agiati, Enrico Letta ha proposto l’aumento della tassa di successione per i patrimoni sopra il milione di euro, così da riconoscere un bonus di 10.000 euro ai più giovani.

L’iniziativa riguarda la cosiddetta “generazione Covid”, ovvero tutti quei giovani che hanno risentito (e risentono) in modo più forte della situazione economica dovuta alla pandemia: è proprio questa a essere al centro della proposta del segretario del PD al Governo.

Un’idea che, però, non ha trovato l’approvazione del premier Mario Draghi, che ha ovviamente specificato: “Non è il momento di prendere soldi dalle tasche degli italiani”.

Senza dimenticare un altro complesso problema cE on cui i cittadini devono avere a che fare: i migranti. Secondo l’ultimo report del Viminale, gli arrivi di quest’anno sono 12.894 rispetto ai 4.184 dello stesso periodo dell’anno scorso. Più di 4mila arrivi solo questo mese, di cui gli ultimi 414 sbarcati solo un paio di giorni fa. Luciana Lamorgese, ministra dell’Interno, continua imperterrita a mantenere i porti spalancati; ha persino dichiarato di aver ricevuto tutte le Ong, aberrando l’unica idea sensata di fronte a quella che possiamo chiamare un’emergenza invasione: il blocco navale. Per le navi quarantena, ben 1 milione di fondi pubblici per ogni imbarcazione. Intanto in Spagna i migranti arrivati questa settimana sono stati respinti grazie all’esercito, e circa 5mila clandestini sono tornati in Marocco.

E mentre i cittadini pagano le navi quarantena ai migranti e fanno sforzi immani per portare il pane a casa quotidianamente e pagare le tasse, in Calabria si scopre l’ennesimo scandalo sul Reddito di Cittadinanza. Sono addirittura 177 gli immigrati denunciati. L’indagine ha avuto inizio dalla lite di uno straniero in un Caf di San Ferdinando. I militari si sono insospettiti e hanno scovato tutti gli altri immigrati che percepivano il sussidio M5S indebitamente. Ma il ministro grillino Luigi Di Maio anche questa volta ha optato per il silenzio. Il suo sussidio fallimentare resterà in vigore.

CC

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