Un vero e proprio episoodio di razzismo quello che interessa il sindaco di Chicago, Lori Lightfoot (Dem), che concede interviste solo a persone di colore. Potremmo definire questo atteggiamento una sorta di blackwashing applicato al giornalismo.
A sollevare lo scandalo è stata una giornalista NBC 5 di Chicago Mary Ann Ahern, che ha cercato per mesi di ottenere un’intervista dal sindaco, che è un’afroamericana, giunta a metà mandato. E’ stata lei sui social a denunciare ciò che le aveva riferito il portavoce di Lori Lightfoot: il sindaco concede interviste solo a persone di colore, i bianchi sono esclusi. Un’accusa che trova conferma da parte di altri giornalisti che, sempre via social, hanno detto di avere avuto la stessa risposta. Così il corrispondente di TTW Chicago Tonight Paris Schutz e la giornalista politica di Chicago Heather Cherone.
Imbarazzante silenzio da parte di Joe Biden e della sua vice Kamala Harris. Per fortuna non tutti hanno scelto la strada dell’indifferenza. La deputata dem Tulsi Gabbard ha chiesto le dimissioni della sindaca di Chicago: “Il palese razzismo anti-bianco del sindaco Lightfoot è abominevole. Invito il presidente Biden, Kamala Harris e altri leader della nostra contea, di tutte le razze, a unirsi a me per chiedere le dimissioni del sindaco. I nostri leader devono condannare tutto il razzismo, compreso quello contro i bianchi”. Richiesta di dimissioni cui si è unita la collega repubblicana Lauren Boebert.
Persino The Tribe, una piattaforma di Chicago molto ascoltata dagli afroamericani, ha criticato pesantemente la decisione di Lori Lightfoot, la cui vicenda è diventata un caso dentro e fuori gli Stati Uniti. Con la destra repubblicana scatenata nel chiedersi: se fosse stato un sindaco bianco a rifiutare interviste a giornalisti coloured cosa sarebbe successo?
Lori Lightfoot, eletta nel 2019, è la prima sindaca donna, afroamericana e dichiaratamente omosessuale della storia di Chicago, la terza città più popolosa d’America. Lightfoot, sposata con Amy Eshleman e mamma di una bimba, è così diventata uno dei primi sindaci apertamente gay d’America.
